Una toccata e fuga, ma tanto è bastato per calamitare su di sé grandi attenzioni, foto e video degli astanti e, soprattutto, ammirazione e simpatia. È arrivata ieri mattina, al porto di Trani, dopo avere fatto tappa anche a Bisceglie, la Maserati biturbo dell'80 trasformata in un apparentemente improponibile natante con motore fuoribordo.
Dal punto di vista estetico non un granché, ma solidità ed efficacia non si discutono. Tanto è vero che il proprietario della vettura-motoscafo, Marco Amoretti, trentanovenne di Sarzana, sta compiendo in tutta sicurezza il periplo dell'Italia, da La Spezia a Venezia, dove vuole arrivare entro la conclusione del Festival del cinema.
Infatti, proprio lì Amoretti vuole proporre, nella maniera evidentemente più plateale e convincente possibile, il progetto di un film dal titolo "Inseguendo un sogno nell'oceano", ispirato alla storia di un'altra vettura, una Ford riempita di polistirolo, che quattro giovani italiani portarono nel 1999 da La Palma a Martinica, attraversando l'Atlantico in 119 giorni.
Più corta è la strada che sta compiendo Amoretti, ma, a dispetto dell'affidabilità del mezzo, i problemi sono altri. A Pisa, qualcuno aveva denunciato la caduta di un'auto in mare, allertando i mezzi di soccorso.
E più volte le Capitanerie di porto lo hanno fermato, ma poi lasciato andare, classificando la sua vettura come un «natante da diporto sperimentale». Passa spesso fra yacht di centinaia di migliaia di euro, ma, alla fine, il più osservato e ammirato è sempre lui, l'autonauta alla guida di quella sfrontata Maserati galleggiante.



