Quella che, fino a poco tempo, pareva una colonia felina regolarmente controllata e tutelata, oggi sembra essere un fenomeno totalmente sfuggito di mano.
Così, nella zona compresa fra piazza Natale D'Agostino e lungomare Chiarelli, proliferano gatti che, da una parte, si fa fatica a controllare nella loro capacità riproduttiva, dall'altra a nutrire determinando la morte di molti di essi.
I luoghi in cui maggiormente si radunano sono l'area d'ingresso del liceo Francesco De Sanctis e la scogliera al di sopra dello sbocco dei collettori alluvionali. E soprattutto qui è facile notare, fra gli interstizi dei massi, carcasse di felini morti per problemi di scarsa nutrizione.
Le due persone che, regolarmente, alimentavano quei gatti hanno cambiato residenza e, adesso, c'è una sola donna che non riesce, nonostante i sacrifici, a gestire la situazione senza l'aiuto di alcuno. I problema è proprio questo: nonostante gli appelli, tutti sembra si siano disinteressando della questione, che sta letteralmente precipitando.
«Non faccio parte di alcuna associazione - dice la signora Luigia -, ma nutro i gatti, di mia spontanea volontà, da due anni. La mancanza di tutele, però, ha fatto sì che i randagi siano diventati decine e decine. Sia il Comune, sia le associazioni animaliste sono da tempo al corrente di questa situazione, ma, ai vari appelli, nessuno ha mai risposto. Adesso che quelle poche persone che davano una mano sono andate ad abitare altrove, queste colonie ora versano in uno stato di abbandono totale, senza acqua, né cibo, e vederli piangere per fame e sete in cerca di cibo è straziante».
Il vero problema, però, è che la stessa legge non tollererebbe scenari di questo tipo: «Gli animali del territorio di Trani - fa sapere la signora Luigia -, compresi questi mici, sono patrimonio del Comune di appartenenza, dunque è un problema che non la sottoscritta, ma l'amministrazione comunale è tenuta a risolvere, facendo sterilizzare i gatti e garantendo loro forniture di cibo adeguate».
L'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, ha fatto sapere di essere pienamente a conoscenza del problema e che la prossima settimana convocherà un incontro con le associazioni animaliste del territorio, estendendolo anche al Servizio veterinario dell'Asl, «in modo da stabilire nuove e precise direttive - anticipa - con le quali muoverci per arginare, prima, e gestire, poi, il problema».









