L'affidamento in gestione del canile rifugio San Francesco, in contrada delle Botti, è stato aggiudicato ufficialmente alla sezione di Trani della Lega nazionale per la difesa del cane, che continuerà a condurre la struttura per un anno, al costo complessivo di 115.000 euro, Iva inclusa, all'esito di un bando partito da una base d'asta di 142.000 calcolato, sulla base di una retta quotidiana di 1,30 euro per cane ospitato.
Il dirigente dell'area urbanistica, Gianrodolfo Di Bari, ha determinato l'aggiudicazione definitiva in favore dell'associazione dopo il superamento di una serie di osservazioni e, in particolare, della segnalazione, da parte del dirigente del Servizio veterinario dell'Asl Bt, per una verifica dell'autorizzazione sanitaria sulla base di specifici rilievi circa eventuali carenze della stessa.
Il responsabile del procedimento ha comunque acquisito tutte le certificazioni, dalle quali si è attestata l'assenza di motivi di esclusione.
L'associazione, peraltro, ha auto dichiarato la regolarità fiscale, rilasciata dall'Agenzia delle entrate, il certificato del casellario giudiziale, l'attestazione di regolarità contributiva, il certificato della Camera di commercio.
Soprattutto, il rifugio San Francesco risulta dotato di autorizzazione sanitaria: da qui l'aggiudicazione definitiva, per un anno, a partire dalla data di sottoscrizione del contratto.
Alla stessa sezione di Trani della Lega del Cane è andata anche l'aggiudicazione definitiva del servizio di gestione del canile sanitario di via Papa Giovanni XXIII. Su quella provvisoria erano pervenute le osservazioni dell'Associazione nazionale guardie per l'ambiente, concorrente escluso dalla gara per mancanza di attestazione di sopralluogo: le stesse non sono state oggetto di accoglimento «perché l'assenza del verbale di sopralluogo - spiega il dirigente - prevista a pena di esclusione dal disciplinare di gara, non è sanabile con il ricorso istruttorio». L'altro concorrente era stato l'Ente nazionale protezione animali onlus.
L'aggiudicazione è avvenuta per un importo di 58.000 euro, oltre Iva, partendo da una base di gara di 68.800 euro, oltre Iva.
I provvedimenti sono stati recentemente contestati, in consiglio comunale, da Raffaella Merra del Cor.

