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Tari, a Trani si materializza il primo "disertore": «Discarica pericolosa, servizio scadente, criteri sbagliati. Io non pago»

Quattrocento euro di tassa sui rifiuti arrivata da qualche giorno, due persone che non ci sono mai, di cui uno con una patologia terminale grave. Novanta metri quadrati di superficie totale, si paga ancora sulla logica della superficie calpestabile, come se fosse quella a produrre rifiuti.

Ogni anno la tassa rifiuti aumenta sempre di più in una città in cui la discarica produce percolato, lasciandolo scivolare nelle falde dove scorre acqua per i campi da cui cibo che poi finirà nel nostro organismo. Percolato che finisce nelle falde dell’acqua potabile che poi beviamo ed ingeriamo, finendo nel nostro organismo.

Paghiamo una tassa per pianificare le tante patologie croniche e spesso terminali, per pianificare geni pericolosi che spesso finiscono nella contaminazione genetica delle donne. Paghiamo il risultato di decenni di mala gestione dei rifiuti e di una discarica sempre più dannosa per la salute e la vita dei cittadini del territorio e dell'aria che respiriamo.

Il costo di tutta questa ottusità politica ed amministrativa lo paghiamo sempre più alto. La politica locale e regionale non ha interesse a trovare soluzioni alternative sostenibili alla chiusura in discarica del ciclo rifiuti, gli interessi di politici e imprese sono alti.

Gli affari sono più semplici se i rifiuti finiscono in discariche o inceneritori, anziché pensare ad una politica di investimenti industriali sul proprio territorio per la riduzione, differenziazione, riciclaggio, recupero dei "rifiuti".

La raccolta porta a porta, al di là dei proclami, è lontana ancora dal partire seriamente. Era in programma da giugno scorso, ma l'estate è passata e l'inciviltà persiste, sopratutto nelle zone turistiche by night.

Il servizio di raccolta non è adeguato, spesso in alcune zone periferiche è inesistente. L'annunciata bonifica della discarica cammina molto disordinata, per niente chiara e molto a rilento, nel frattempo la Regione Puglia ha intenzione di lasciare aperte le discariche più importanti pugliesi e tra queste Trani (altro che Rifiuti zero, tanto propaganda dallo stesso Emiliano).

Ma Rifiuti Zero è snobbata politicamente da Comune di Trani e Regione Puglia, con il suo assessore all'ambiente Santorsola, tranese, anche se è stata approvata una soluzione approssimativa dal consiglio comunale tranese. Quasi a dire «l'approviamo, tanto non sarà mai realizzata davvero, l'importate che ‘sti ambientalisti si levino dalle palle».

Ma gli ambientalisti non si sono mai opposti seriamente a questi squallidi teatrini della politica, tranne qualche comunicato critico verso le varie giunte sorde.

E, di fronte a questo quadro, quest'anno la tassa rifiuti aumenta ancora pesando sempre più sulle fasce più deboli, su chi paga mutui alle banche con interessi quasi da strozzinaggio.

Per quanto mi riguarda, penso che non pagherò quest'anno questa ingiusta tassa/truffa, il cui servizio è inesistente, gestito male e nocivo per la salute. Ed  invito i cittadini a ribellarsi di fronte a questi furti legali della politica, non pagando in massa questa tassa come protesta di ribellione contro le politiche assoggettate alle mafie dei rifiuti e contro l’inquinamento continuo del territorio. Ribellarsi è giusto e possibile.

Giovanni Doria (cittadino tranese)

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