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L'addio di Bortone al Tribunale di Trani: «Con la collaborazione di tutti, non mi sono lamentato dei problemi, ma ho cercato sempre di risolverli»

«Non si raccoglie ciò che si semina, ma ciò che si cura».Così Filippo Bortone, richiamando un adagio arabo, ha concluso il suo intervento al termine della piccola, ma significativa cerimonia di commiato tenutasi ieri mattina, presso la Corte d'Assise del Tribunale di Trani, in occasione dell'ultimo giorno di presidenza degli Uffici giudiziari del nostro circondario.

Bortone, salutato da numerosissimi amici, colleghi ed ospiti molti dei quali rappresentanti delle più alte cariche degli Uffici giudiziari, forze dell'ordine e civiche amministrazioni, ci ha tenuto a porre in risalto che il suo pensionamento «sarà solo di carattere lavorativo, ma il mio cervello non andrà mai in pensione e già mi sono costruito un seguito di attività che mi terranno notevolmente impegnato».

Fra i presenti anche il procuratore uscente, Carlo Maria Capristo, ed ovviamente il facente funzioni, Francesco Giannella. Al tavolo della presidenza anche il sostituto procuratore, Michele Ruggiero, ed il presidente dell'Ordine degli avvocati, Tullio Bertolino. Fra il pubblico, i sindaci di Trani ed Andria, rispettivamente Amedeo Bottaro e Nicola Giorgino.

Bortone ha richiamato anche la sua storia, a cominciare dal simpatico esordio in toga, che non aveva con sé in occasione della prima udienza e gli fu prestata dalla collega e amica Sara Carone: «La taglia non si confaceva molto alla mia», ha ironizzato il presidente suscitando l'ilarità del pubblico, tra il quale la stessa Carone era presente.

«Una grande squadra gli amici, prima che colleghi», ha detto Bortone con riferimento a tutte le realtà giudiziarie in cui ha lavorato, non ultima Trani, «nella quale - ha sottolineato -, più che lamentarmi dei problemi, ho preferito cercare e trovare le soluzioni per risolverli».

Il suo pensiero è andato ai magistrati della Procura ed agli avvocati dell'Ordine, «con i quali si è lavorato in armonia, anche se non sono mancati ovviamente i momenti di contrapposizione», e a tutti i dipendenti degli uffici, «senza i quali questa macchina complessa non avrebbe mai marciato».

Di certo una gran bella esperienza che resterà nel cuore dell'interessato e, anche, di tutti coloro che fisicamente, ma anche a distanza, gli hanno tributato un sincero ringraziamento per l'attività prestata ed un caloroso augurio di buona prosecuzione dopo la pensione.

(foto Luciano Zitoli)


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