La refezione scolastica partirà dal 10 ottobre, a distanza di circa tre settimane dall'inizio dell'anno scolastico. Lo ha ufficialmente determinato il dirigente della Prima area, Caterina Navach, impegnando una somma 195.000 euro per la copertura del servizio fino al 16 dicembre.
Tutto nasce dall'emanazione di un bando triennale, lo scorso 21 marzo, regolarmente depositato ma restituito dall'Area finanziaria per discrasie sulla capienza dei singoli capitoli di spesa destinati al finanziamento del servizio.
Il ritardo così accumulato non avrebbe consentito di bandire ed espletare in tempo utile la procedura di gara per l'inizio di questo anno scolastico e così, con una nuova determinazione del 7 luglio, il dirigente emanava un nuovo bando per gli anni scolastici 2017/18, 2018/19 e 2019/20, con riserva di procedere anticipatamente all'avvio del servizio qualora le procedure di gara siano ultimate, con maturazione dello "stand still", prima della ripresa delle lezioni scolastiche dopo la pausa natalizia.
Per questo motivo, la figura apicale del settore scolastico ha determinato la proroga tecnica in favore della ditta Pastore, di Casamassima, gestore uscente del servizio, fino alle vacanze di Natale.
In particolare, per le scuole primarie si prevede una spesa di 100.000 euro in favore di una platea di 452 utenti, tra bambini ed adulti, mentre per le materne 95.000 euro per 426 fruitori, tra piccoli e grandi. Il costo unitario del pasto iva compresa è di 4,74 euro. Le scuole nelle quali si distribuiranno i pasti sono le seguenti: per le materne, Collodi, Papa Giovanni XXIII, Montessori e Fabiano; per le primarie, De Amicis, Petronelli, Papa Giovanni XXIII, Montessori. Dal 1mo ottobre, in ciascuna di esse, dovrebbero istituirsi anche le relative commissioni mensa, recentemente istituite dal consiglio comunale.
Tornando alla gara, l’importo a base d'asta è di 1.872.000 euro. I fruitori presumibili dei pasti saranno 885, mentre la stima dei pasti annuali da distribuire è 120.000. La gara sarà aggiudicata all'offerta economicamente più vantaggiosa, tenendo conto di un valutazione massima di 30 punti per il prezzo, 70 per la qualità. Il punteggio intermedio più alto, fino a 12, viene riservato alle caratteristiche e garanzie fornite dal centro cottura, sul quale si richiede massimo scrupolo.

