Nel precedente numero de Il giornale di Trani (uscito un mese fa), prendendo spunto dal dibattito dell'ultimo consiglio comunale, avevamo fatto il punto sulle sempre più dibattuta questione degli oneri e pendenze, e non da poco, dei costruttori del contratto di quartiere Sant'Angelo nei confronti del Comune.
Le tre imprese che hanno edificato palazzi in quell'area hanno tutte delle posizioni da regolarizzare, compresa la Graziano, che ha ripreso recentemente a costruire un complesso di immobili dopo una transazione nella quale si era impegnata a rientrare dai debiti pregressi.
Per le altre due, Manna e Scaringi, vi è invece un debito molto più consistente, sul quale si era già mosso un consulente, e per effetto della cui attività il sindaco ha fatto sapere che si sarebbe pronti ad agire nella maniera più drastica possibile.
La società Graziano aveva sottoscritto con il Comune un accordo transattivo con cui si obbligava a versare, entro il 30 giugno, la somma di circa 900mila euro: ad oggi, questa somma non è stata versata.
Anzi la società ha comunicato, con alcune missive, di volere rivedere i conteggi. Ma la Graziano ha riconosciuto quelle somme come debito, quindi sarà difficile rivederle e, nella transazione, ci sono clausole che prevedono la revoca immediata del permesso di costruire e la possibilità di escutere immediatamente le somme.
«Dopo avere verificato che la Graziano non ha completamente adempiuto a quanto contrattualmente obbligata - aveva detto il sindaco, Amedeo Bottaro, nel consiglio comunale di fine luglio -, ho sollecitato gli uffici per adottare tutti i provvedimenti consequenziali. In queste ore è in partenza la nota di escussione della polizza, nonché l'avvio del procedimento di revoca del permesso di costruire. Quindi, si sta procedendo assolutamente nella direzione che ritengo più corretta, considerando come inadempiente la Graziano srl, perché ha sottoscritto degli atti rispetto ai quali non ha inteso adempiere».
Quanto alle altre due imprese, «abbiamo ottenuto un decreto ingiuntivo esecutivo nei confronti della ditta Manna - riferisce il primo cittadino -, per oneri non corrisposti, pari a 1.161.241,92 euro. Ed abbiamo ottenuto un decreto ingiuntivo esecutivo, nei confronti della ditta Scaringi, pari a 2.104.629,75 euro. Per entrambe le posizioni abbiamo intenzione di procedere immediatamente, ricercando anche i beni pignorabli di entrambe le società, perché non vogliamo esitare più un solo attimo».


