Bastone e carota. La Regione Puglia segue la sempre più complessa vicenda della messa in sicurezza e chiusura della discarica di Trani, da una parte manifestando disponibilità a supportare in ogni modo le operazioni in corso, anche dal punto di vista finanziario, dall'altra annunciando che sarà vigile e particolarmente inflessibile sui tempi che ci si è dati.
Lo fa comprendere l'assessore regionale all'ambiente, Mimmo Santorsola, all'indomani di un nuovo vertice con i principali attori istituzionali della vicenda.
Come è noto, l'impianto di contrada Puro vecchio è chiuso da due anni, per sospensione dell'attività disposta dalla Regione il 5 settembre 2014 a causa di un cedimento di porzione di parete della cava e conseguente infiltrazione di percolato in falda. Successivamente, il sito è stato sottoposto a sequestro penale, il 15 gennaio 2015, ed alla revoca dell'Autorizzazione integrata ambientale, l'8 aprile dello stesso anno. Fino al giorno della chiusura, smaltiva 850 tonnellate di rifiuti al giorno, fra quelli del bacino provinciale di riferimento (450, nel lotto 3) e quelli provenienti da diciotto comuni del barese (400, nei lotti 1 e 2). Da allora, i rifiuti hanno preso altre destinazioni, a Trani il costo del servizio è più che raddoppiato (da 5 a 11 milioni) ed il Comune paga costi altissimi di emungimento del percolato ed estrazione di biogas: la previsione è di 2.400.000 euro annui, ma nel primo semestre si sono spesi meno di 900.000 euro, e questo fa prevedere sia un risparmio, sia minore rischio per ambiente e salute. Nel frattempo, si è approvato il Piano di caratterizzazione, interamente finanziato dalla Regione con 408.000 euro.
Santorsola, confermando che «abbiamo fatto un punto della situazione e chiarito il percorso da seguire», sottolinea «lo spirito collaborativo mostrato nell’incontro dal sindaco Bottaro e dall’assessore di Gregorio, oltre che dai vertici di Amiu. Fermo restando l’avvio della caratterizzazione, propedeutica alla bonifica del sito, abbiamo fatto il punto sulla messa in sicurezza di emergenza del sito e successiva chiusura dei lotti utilizzati sino ad ora. Per entrambi - fa sapere Santorsola - abbiamo definito un percorso per il quale ciascun ente coinvolto ha dichiarato la propria disponibilità ad attivarsi. La Regione, appena Amiu ci formalizzerà il cronoprogramma richiesto, fornirà il necessario supporto tecnico e vigilerà sul rispetto di tempi ed impegni assunti, adottando eventualmente i poteri sostitutivi in caso di inadempienze. Quello degli impianti interessati da criticità ambientali è un tema che abbiamo a cuore - conclude l'assessore - e vogliamo dirimere con celerità ed efficacia, attraverso un coinvolgimento dei territori in una visione strategica comune».



