È intenzione del Comune di Trani mettere a disposizione delle famiglie indigenti farmaci, materiale scolastico e libri di testo, dopo aver trovato delle aziende disposte a collaborare con l’Ente in tal senso.
Questo quanto disposto da un atto di indirizzo della giunta comunale, su proposta dell’assessore ai servizi sociali Debora Ciliento, che ha chiesto così l’approvazione dell’articolo 9 della delibera di consiglio comunale numero 18 del 24 marzo 2015, che prevede, tra gli interventi del servizio di assistenza sociale, l’erogazione di contributi economici straordinari sia per l’acquisto di farmaci non coperti dal servizio sanitario nazionale, sia per materiale scolastico che serva a garantire il diritto allo studio di bambini o ragazzi che frequentano la scuola ma che provengono da famiglie indigenti.
L’iter procedurale prevede adesso che l’atto d’indirizzo passi nelle mani della dirigente Caterina Navach. Sarà il Comune stesso a verificare, poi, che le famiglie si trovino in effettivo stato di bisogno economico. Il pagamento del contributo, in ogni caso, avverrà direttamente all’azienda fornitrice. Per quanto riguarda il materiale scolastico e i libri di testo, sono stati stanziati 7mila euro.
Non si conosce invece, al momento, l’entità della cifra messa a disposizione dall’Ente per l’acquisto di farmaci. In quest’ultimo caso, potrebbe fare fronte alle richieste economiche anche la battaglia per la “farmacia sociale” portata avanti dal Movimento 5 stelle di Trani. Il consigliere comunale Antonella Papagni, ai nostri microfoni nel corso dell’intervista radiofonica “Appuntamento con Trani” aveva detto: «Chiederemo a sindaco, assessori, consiglieri e presidente del consiglio comunale di devolvere il 20 per cento dell’indennità di carica di assessori e sindaco e il 10 per cento dei gettoni dei consiglieri alla “farmacia sociale”. Loro ci perderebbero quasi nulla, mentre invece più persone possibili che fanno parte delle fasce più povere della popolazione avrebbero dei farmaci da banco scontati del 70 per cento. Se aderissimo solo io e la mia collega Di Lernia non potremmo fare niente, mentre un contributo da parte di tutti sarebbe una vittoria».
Federica G. Porcelli

