Mezzo quartiere Pozzopiano allagato e ed in ginocchio nella notte a causa dell'ennesimo, violento temporale le cui conseguenze, questa volta, sono state decisamente superiori rispetto alle giornate precedenti.
Infatti, l'allagamento non ha riguardato soltanto il sottovia, ma la quantità d'acqua è stata tale da riversarsi persino sui marciapiedi di delimitazione dello stesso tunnel, finendo per allagare anche la cabina dell'Amet il cui impianto elettrico a bassa tensione è andato in protezione disalimentando i fabbricati della zona.
La squadra di pronto intervento era ancora al lavoro alle 7.30, per ripristinare la fornitura dell'utenza interessata, liberando la cabina sotterranea da 80 centimetri d'acqua riversatisi durante l'autentica inondazione di acque meteoriche provenute da Capirro.
Nel tunnel l'altezza dell'acqua ha raggiunto quota 1 metro e 80 centimetri, e le due pompe idrovore dell'associazione Trani soccorso hanno lavorato ininterrottamente dalle 00:30 alle 6:10, aspirando 2200 litri d'acqua al minuto: da un calcolo approssimativo, dunque, rimossi almeno 750mila litri d'acqua per tutta la notte.
A coordinare le operazioni il capitano della Polizia locale, Domenico Miccoli, mentre le spazzatrici di Amiu liberavano la zona dal fango depositatosi a seguito dell'allagamento.
Sott'acqua anche molti garage della zona all'interno dei quali è per il momento impossibile recarsi per utilizzare le proprie vetture.
In altre parole, disagi senza precedenti sempre più, e specificatamente, a causa di un'opera, il sottovia che non riesce a smaltire l'enorme quantità di acque meteoriche che provengono da monte, dove l'urbanizzazione massiccia ha modificato i luoghi al punto da trasformare la strada in un fiume artificiale che non trova ostacoli.
Un autentico flagello che, di volta in volta, amplifica le sue conseguenze a discapito dei cittadini.







