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Servizi pubblici, Procacci (Trani a capo): «Gara pluriennale, soprattutto nel rispetto dei lavoratori»

«Il primo settembre è partito l’ennesimo bimestre dei quatto servizi pubblici (verde, manutenzione villa e cimitero, bagni pubblici e pulizia degli uffici comunali) affidati attraverso le cosiddette “garette”. Come ha giustamente ricordato nei giorni scorsi il consigliere del Pd Tommaso Laurora, è passato un anno da quando la giunta, con delibera del 4 settembre 2015, aveva deciso di affidare i servizi con un unico appalto. Perché non è stato fatto? A qualcuno non conviene? Questa storia deve finire. Sugli affidamenti dei servizi pubblici, e lo abbiamo detto anche in consiglio comunale, c’è un alone permanente». È quanto afferma Antonio Procacci, portavoce del movimento Trani#ACapo, che preannuncia un’interrogazione e un esposto anche su questa vicenda.

«Nella delibera di giunta approvata un anno fa, a garanzia del personale, venne stabilito, fra le altre cose, di utilizzare la clausola sociale, che impone all’appaltatore subentrante di assumere gli addetti che operavano con la ditta uscente. In realtà la clausola sociale è prevista anche nelle “garette”. “Al fine di garantire la continuità occupazionale, l’aggiudicatario dovrà procedere all’assunzione del personale assunto” viene sempre scritto dal dirigente quando viene indetta la procedura di cottimo fiduciario. E ai documenti viene allegato l’elenco fornito dall’appaltatore uscente. È successo così anche a fine settembre 2015 per l’affidamento del servizio di pulizia di villa e cimitero - sottolinea ancora Procacci - ma ad ottobre 2015 il nuovo gestore del servizio non ha assunto tutti i dipendenti della cooperativa precedente. Una situazione sottoposta in più occasioni, anche per via legale, al Comune di Trani, che però non l’ha risolta.

Nel frattempo sono state bandite altre cinque gare, ma la situazione non è cambiata. C’è in particolare un lavoratore, Giuseppe Ianni, che il 4 luglio si è reso protagonista di una protesta clamorosa, messo fuori da una cooperativa e mai più riassunto, pur avendo lavorato continuativamente al cimitero da giugno 2014. Perché non è stato riassunto? Cosa c’è dietro? Il Comune chiese l’assunzione di 9 lavoratori, ne furono assunti 8: ne è stato mai chiesto conto alla cooperativa? Tuttora i lavoratori tra villa e cimitero sono 8: il Comune ne è a conoscenza?.

Su queste “garette” e, in particolare, sui documenti che vengono presentati da al-cune cooperative, abbiamo più di qualche dubbio - conclude Procacci -. Di qui la necessità di porre fine a questa situazione e di procedere con vere gare d’appalto e un controllo più rigoroso, che non lascino alcun dubbio. Non solo nell’interesse del Comune e quindi dei cittadini, ma anche dei lavoratori, la parte più debole: perché poi devono spiegarci se le ore in più rispetto alla base d’asta che vengono offerte dalle cooperative vengono effettivamente date e pagate ai dipendenti. C’è qualcuno che verifica? Come? Vogliamo affrontarlo una volta per tutte questo problema o aspettiamo che sia la magistratura ad occuparsene?».


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