Potrebbe non bastare il lento, ma progressivo rialzo delle percentuali di raccolta differenziata per evitare l’imposizione dell'ecotassa su Trani. Come già aveva riferito recentemente il presidente della Cna, Michele De Marinis, la percentuale minima si sarebbe dovuta attestare sul 24,22 per cento, mentre a giugno Trani ha chiuso al 21,27 per cento, e questo dovrebbe determinare un aumento ulteriore del costo dei rifiuti a causa della sanzione regionale in cui la città dovrebbe incappare.
È anche vero, peraltro, che da febbraio a giugno le percentuali sono sempre progressivamente aumentate, dopo il crollo di quasi quattro punti che si era registrato dal 21,44 per cento di gennaio al 17,68 di febbraio. A marzo si è chiuso a 17,93, ad aprile 19,12, a maggio 19,30, ed a giugno, come detto, al 21,27 per cento.
Nel dettaglio, Trani ha prodotto 534.542 chilogrammi di rifiuti indifferenziati 1.978.900 di indifferenziati. La produzione totale di rifiuti solidi urbani è di 2.513.442 chilogrammi, a sua volta la più alta dall'inizio del 2016, anno durante il quale Trani ha sempre e comunque superato la soglia dei 2 milioni di chilogrammi di rifiuti prodotti.
