«Obiezione fiscale». È l'appello di Emanuele Tomasicchio, consigliere comunale di minoranza ed avvocato amministrativista, che si offre gratuitamente per aiutare i cittadini a proporre ricorsi avverso il pagamento della Tari.
«In questi giorni sta arrivando un massacro di avvisi di pagamento in ordine alla tassa sullo smaltimento dei rifiuti - ammette Tomasicchio -, ma voglio chiarire che la Tari si paga e, quindi, lungi da me volere incitare i cittadini a non pagare. Ma è altrettanto indubitabile che si deve pagare all'esito di un procedimento amministrativo corretto e legittimo, ed è qui che si rilevano gravi vizi di legittimità».
Così l'ex candidato sindaco spiega perché i pagamenti sarebbero fondati su criteri non corretti: «La Tari è una tassa, non un'imposta, quindi si paga perché il Comune mi dà un servizio. Ebbene, il presupposto di legge è che vi sia un piano economico finanziario che fissi le tariffe i criteri di determinazione delle tariffe, la parte variabile e quella fissa. Invece, il Pef sembra mancare del tutto. Inoltre, il servizio viene affidato a trattativa privata all'Amiu, ma questo non si può fare perché lo dicono la legge italiana e le normative comunitarie: la società Amiu Spa non è una società in house, cioè non è una società su cui il Comune effettua un controllo analogo a quello che effettua su se stesso, quindi deve affidare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solo con gara d'appalto, Ed ancora, l'articolo 34 della legge 221/2012 dispone la nullità degli affidamenti in essere non solo con riferimento ai contratti precedenti, ma anche a quelli successivi. Ma il contratto di servizio 2016 ancora non si è sottoscritto e, se non c'è un contratto, mi chiedo in forza di cosa dovrei pagare».
Cosa fare, allora? «Suggerisco ai cittadini di pagare con riserva - dice Tomasicchio - e poi fare ricorso. Su questo sono disponibile gratuitamente a prestare la mia consulenza, da semplice cittadino che paga le tasse come tutti gli altri. In alternativa si può proporre ricorso alla Commissione tributaria, eccependo tutte queste illegittimità».

