20 settembre 2015: un giorno che la comunità di Trani non potrà mai dimenticare. Un giorno nel quale perse la vita Biagio Zanni, un giovane riservato, timido, silenzioso, che pagò con la vita la sua volontà di fare da paciere nel corso di una rissa, avvenuta sul porto di Trani.
Ed oggi, ad un anno di distanza da quel giorno, ricordiamo quell’avvenimento che cambiò la vita della sua famiglia, che ha perso un figlio ed un fratello, e di quanti gli vollero bene. Le reazioni a quella morte si scatenarono all’interno degli ambiti politici e della comunità, ma chi davvero porterà nel cuore il lutto saranno sempre i familiari di Zanni, ai quali è rivolto un nostro pensiero.
Nel giorno dei funerali, il celebrante, don Alessandro Farano, della chiesa di santa Chiara, disse: «Signore, come può Trani non piangere? Oggi le nostre lacrime sono in esaurimento. Oggi Tu piangi con noi e soffri di fronte alla sofferenza e alla nostra malvagità. Quella tragica notte Biagio voleva solo la pace. Il tuo posto, Biagio, non è la tomba, ma il paradiso. Veglia sulla nostra città da lassù, veglia su Trani che oggi è in silenzio per te».
E nella città, quel giorno, nella quale fu ordinato il lutto cittadino, calò un silenzio surreale.
La morte di Zanni è una ferita della città che non si rimarginerà mai, una ferita che la città si porterà dentro perché ha perso un figlio, perché l’omicidio avvenne su quel porto che dovrebbe rappresentare la “Trani bella”, e soprattutto sicura, e perché implicati nella rissa anche dei minorenni.
Federica G. Porcelli

