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Crisi Trani, Savi prima del silenzio stampa: «Non ci dormo da cinque mesi, ma non voglio ancora mollare. E quei ragazzi della Juniones meritano una possibilità»

Poco prima che la società proclamasse il silenzio stampa fino a venerdì prossimo, quando diramerà un comunicato che informerà l'opinione pubblica circa gli sviluppi delle ultime, disperate trattative per salvare il Trani, il presidente della Vigor, Luciano Savi, aveva rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Bombo per meglio illustrare lo stato dell'arte all'indomani della pesante sconfitta di Cerignola.

A proposito di quella partita, il presidente ci ha tenuto a salvare lo spirito e la qualità dei ragazzi della Juniores e scesi in campo: «Hanno giocato una gran partita e, se è finita 7-1, è solo perché non avevano la condizione per reggere i 90 minuti, a differenza degli avversari. Fino a quando fiato e gambe li hanno sostenuti, hanno giocato davvero bene e credo che questo sia un patrimonio che dobbiamo tutelare. Ed è proprio questo il principale motivo per cui, mollare e dimettermi, significherebbe privare questi ragazzi dei loro sogni».

Ciò premesso, però, la situazione resta particolarmente critica. Savi ha rimesso la carica nelle mani del sindaco, ma sarebbe ancora in attesa - il condizionale è più che mai d'obbligo - delle risposte di un paio di gruppi che gli diano delle rassicurazioni per la continuità del progetto che sta naufragando. «Spero sempre in una telefonata e, di certo, anch'io mi rendo conto del fatto che la figura del sindaco può essere solo di garanzia e da lui non possiamo pretendere nulla sul sostentamento della squadra. Però dobbiamo provare di tutto fino all'ultimo».

Nel frattempo, Savi ringrazia Costantino Baratta e Pinuccio Di Meo, «per averci consentito di svolgere la trasferta a Cerignola.Vorremmo tanto proseguire, ma è chiaro che devono realizzarsi alcune condizioni che, al momento non ci sono. Non è bello trovarsi in questa situazione, e sono cinque mesi che quasi non chiudo occhio per il dispiacere che provo per la squadra, la tifoseria e la città».

Dichiarazioni, queste ultime, che lasciano comprendere come Savi, dopo l'addio del main sponsor uscente, Vito Ippedico, fosse a conoscenza di problemi seri già da tempi non sospetti, e nemmeno l'avvento del gruppo con il quale aveva iniziato il campionato sarebbe stato utile a lenire la gravità della situazione economica.

Una dichiarazione che forse, così candidamente resa, svela finalmente il retroscena di difficoltà di fronte alle quali, magari, sarebbe stato più prudente evitare di intraprendere un cammino di cotanta sofferenza.


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