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«Ridotta la Tari all'azienda che avrebbe dovuto pagare 16mila euro, ma rimangono inadempienze dell'amministrazione di Trani»: la denuncia di De Marinis (Cna Bat)

Con grande soddisfazione, si comunica che l’ufficio tributi del Comune di Trani ha accolto alcune delle nostre richieste di ricalcolo della Tari, formulate per conto di una nostra azienda associata, ubicata nella zona industriale di Trani. È stato, infatti, inviato un nuovo avviso di pagamento con un importo di 7.962 euro, pari al 50 per cento di quello inizialmente richiesto, pari a 15.925 euro.

Ci preme ringraziare la responsabile dell’ufficio, anche per la celerità del provvedimento, anche se alla stessa chiederemo un nuovo incontro per verificare la possibilità di apportare un’ulteriore riduzione, ricorrendone a nostro avviso tutti i presupposti. Questa è la buona notizia.

Quella cattiva, invece, è che la raccolta differenziata nel Comune di Trani, a dispetto dei numerosi proclami e promesse, continua inesorabilmente a diminuire. La Regione Puglia ha infatti certificato che, per il Comune di Trani, la percentuale di raccolta differenziata raggiunta nel mese di luglio 2016 è pari al 17,69 per cento mentre nel mese di agosto si è attestata sul 18,70 per cento, in netta e sensibile diminuzione rispetto ai dati di giugno 2016, che aveva raggiunto il 21,67 per cento. Questi dati certificano inesorabilmente il fallimento dell’azione amministrativa nella gestione dei rifiuti.

I cittadini-contribuenti, associati e non, ci chiedono giustamente in questi giorni: «come si può pretendere di pagare una Tari di circa 12 milioni di euro? In questo momento di forte crisi non ce la facciamo. Noi vogliamo pagare la tassa, perché è un nostro dovere, ma pretendiamo che sia giusta ed equa, a fronte di un servizio efficiente - efficace ed economico». Sono, pertanto, pienamente legittime le proteste dei cittadini–contribuenti che valuteranno ogni possibile e legittima azione in difesa dei propri diritti, anche con il supporto della scrivente associazione.

A coloro che si sono rivolti a questa associazione rappresentando di non essere in condizione, a fine settembre, di far fronte al pagamento della prima rata della Tari 2016, riteniamo opportuno precisare che le scadenze indicate nell’avviso di pagamento della Tari non sono perentorie, per cui coloro che sono impossibilitati potranno pagarle successivamente senza incorrere in sanzioni fino alla raccomandata di sollecito, così come è letteralmente riportato nello stesso avviso di pagamento Tari: in caso di mancato pagamento del presente avviso, verrà emesso un sollecito a mezzo raccomandata con spese postali a carico. E successivamente, se non verrà effettuato il pagamento, si procederà alla riscossione coatta a mezzo di ingiunzione fiscale con addebito di sanzioni, interessi e spese.

Auspichiamo, quindi, che i veri amministratori di questa città, ovvero i consiglieri comunali, si sveglino dal torpore che li ha contraddistinti sino ad oggi e sappiano finalmente intercettare i reali bisogni dei cittadini, loro mandanti, facendosi promotori di correttivi regolamentari che riconducano la Tari nel solco della equità, come è giusto che sia, magari prendendo spunto da alcune recenti e meritorie iniziative di taluni, sia espressione della maggioranza che dell’opposizione, cui questa associazione non può che plaudire.

Michele De Marinis - presidente Cna Bat


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