La raccolta differenziata? Non è complicata da fare. Questa l’opinione di Rossano Ercolini, maestro elementare toscano di Capànnori (Lucca), vincitore del “Goldman environmental prize” nel 2013, una sorta di “Nobel per l’ambiente”, assegnato a personalità che si sono distinte nell’ambito dell’attivismo ambientale, e presidente dell’associazione “Zero waste Europe”, per la diffusione della strategia “Rifiuti zero”.
Gli attivisti del “Comitato bene comune”, che hanno proposto alla direzione artistica de “I dialoghi di Trani”, rassegna della quale è ospite, di invitarlo, stamattina lo hanno incontrato insieme ad alcuni cronisti. Con lui, si è parlato dei temi ambientali di stretta attualità.
Sulla raccolta differenziata, Ercolini ha detto: «Bisogna organizzare il servizio. Con un’azienda di cento addetti, quale è la municipalizzata di Trani, probabilmente non c’è nemmeno bisogno di assumere nuovo personale per promuovere e organizzare il porta a porta. Nel Meridione, ma questo è accaduto anche in Toscana, in queste aziende hanno assunto molti “imbucati” e quindi sono state “gonfiate” dal punto di vista della funzionalità ma, attraverso accordi sindacali fatti nel segno del rispetto dei lavoratori, è possibile spostare il servizio sul porta a porta senza assumere tanto nuovo personale perché il numero degli addetti è sovradimensionato.
Però, se posso dire la mia, piuttosto che partire dai centri storici, dove è sempre più complicato perché le pertinenze e gli spazi in cui collocare i contenitori sono sempre più ristretti e difficili da individuare, bisogna accerchiare il centro storico. Per esempio, se ci sono palazzi che se si sviluppano in verticale, bisogna copiare i posti nei quali ci sono problematiche simili. Pensiamo a Napoli: a Scampia c’è il 65 per cento di raccolta differenziata e credo che non sia lo scenario più vantaggioso di partenza; a Trani si potrebbe raggiungere almeno il 70 per cento.
L’importante è avere una comunicazione orizzontale: a bussare alle porte delle case delle persone devono andarci il sindaco, gli assessori e i consiglieri della commissione comunale. La signora aprendo la porta e vedendo che in casa sua ci sono andati alcuni rappresentanti dell’amministrazione non a farle la multa ma a spiegarle dove mettere il cartone della pizza, il blister, il tetrapak, si sente motivata. E si devono coinvolgere le associazioni del territorio, persone conosciute, donatori di sangue: i risultati ci sono.
Se la comunicazione è dall’altro verso il basso, del tipo «lo devi fare», lo scetticismo della popolazione da una parte e le strumentalizzazioni politiche dall’altra rischiano di compromettere una buona pratica che dovunque, in Italia, sta funzionando».
Federica G. Porcelli



