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Ercolini a Trani: «Chi vuole discariche ed inceneritori deve farsi curare». E lancia l’allarme: «Puglia a rischio desertificazione»

Qual è l’alternativa alla discarica? Lo hanno chiesto gli attivisti del comitato “Chiudiamo la discarica” a Rossano Ercolini, presidente dell'associazione "Zero waste Europe" nel corso di un incontro avvenuto ieri.

Ercolini ha detto: «Le discariche e gli inceneritori mettono il fuoco dell’attenzione sullo smaltimento. Oggi l’attenzione va posta sul riuso, la raccolta differenziata, il riciclo, e soltanto la parte residuale deve essere considerata oggetto di smaltimento. La discarica è una grande sciagura che dovrebbe far riflettere gli amministratori su come nel passato siamo stati trogloditici. Cosa penso della discarica di Trani? Penso che Trani abbia già dato, che quel sito vada bonificato, e che la discarica debba essere considerata un capitolo chiuso.

L’alternativa, la terapia, è copiare le buone pratiche che si stanno sviluppando e, si badi bene, soprattutto al Sud (nel resto d’Italia ci sono già buone pratiche con l’80 per cento di raccolta differenziata), come arrivare al 70 per cento di raccolta differenziata innescando il percorso virtuoso della raccolta porta a porta, integrandolo con l’isola ecologica e aprendo centri di riparazione / riuso. Ovviamente questo presuppone una filiera impiantistica del compostaggio perché l’organico deve essere trattato in impianti che lo trasformino in humus. Insomma, dobbiamo applicare la legge».

E il compostaggio in Puglia è l’ideale, perché «il granaio d’Italia – prosegue Ercolini - dovrebbe essere una regione a vocazione di compostaggio. La geografia non ci aiuta perché è un territorio molto allungato e quindi occorre una filiera di compostaggio non dico provinciale ma comunque tra province vicine. Il compostaggio per la strategia “Rifiuti zero” è ancora più importante del riciclo, perché i terreni della Puglia stanno perdendo fertilità. Tutto il bacino del Mediterraneo sta perdendo fertilità, addirittura è a rischio desertificazione quindi restituire il carbonio ai terreni è importantissimo soprattutto per riconsegnare fertilità ai terreni. Ma io credo che da questo punto di vista non sia difficile intercettare finanziamenti anche comunitari proprio per il valore agronomico che rappresenta la Puglia quindi bisogna promuovere un patto con le associazioni di agricoltori, incentivarli per rendere più motivato il ricorso all’humus prodotto con questi impianti».

Secondo il presidente dell’associazione “Zero waste Europe”, in pratica, sono sbagliate le domande che ci poniamo. Non dovremmo chiederci “dove e come smaltisco i rifiuti?”, bensì “come ridurre i rifiuti? «In ogni caso – prosegue - per fare un inceneritore a Trani ci vogliono quattro anni, e chi dice che gli inceneritori si risolvono le emergenze dice una bugia soltanto per cavalcare le viscere del cittadino che i rifiuti se li trova per strada. Se c’è qualcuno che ancora insistite sulle discariche e sugli inceneritori, io credo che si debba far curare perché tutta l’Europa ormai parla dell’economia circolare».

Federica G. Porcelli


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