Soltanto domenica scorsa, nell'ultimo dei Dialoghi di Trani andati in scena al castello svevo, Luigi Spinola parlava «della precisa volontà dei giovani di lasciare il proprio paese per andare a lavorare all'estero. Nessuno ha più problemi di cuore, né di successiva nostalgia: appena vi sono le minime certezze, si pianifica il viaggio per cambiare luogo di vita in ragione del lavoro, che qui non c'è».
In controtendenza ieri sera, alla Festa della scuola del Rotary club, tenutasi presso l'auditorium dell'Ites Aldo Moro e giunta alla 53esima edizione, si è proclamata la necessità che le eccellenze ritornino nella loro terra per garantirle un salto di qualità, fermo restando che ci sono anche quelle che decidono di investire nel proprio territorio senza necessariamente lasciarlo.
Al tavolo della manifestazione, che ha premiato i migliori diplomati dello scorso anno scolastico in tutte le città del distretto del Rotary club di Trani, erano infatti contrapposti due giovani professionisti che hanno scelto strade diverse.
Claudia Marciano, insieme con il geometra Costantino Forte, è l'architetto di Trani che ha progettato la startup, dal nome Trip, che consente di riciclare i materiali di risulta della lavorazione della pietra, soprattutto i fanghi filtropressati, per una nuova tecnica di stampa tridimensionale.
Nicola Scarpelli è invece il già famoso ingegnere tranese che lavora a Bergamo, per un'azienda che fa capo ad una multinazionale svedese, e che, nell'ultima Fiera di Hannover, ha stupito sia Barack Obama, sia Angela Merkel, mostrando loro un meccanismo, denominato Equipe smartvision, che si fonda su un flusso di elettroni in grado di migliorare la produttività di centinaia di motori elettrici collegandoli per la prima volta a servizi basati su cloud.
Nella serata condotta dalla giornalista Lucia De Mari, della Gazzetta del mezzogiorno, il suo ex direttore, Lino Patruno, ha posto l'accento sul ruolo dei giovani in una terra che ancora produce eccellenze, riaffermando «la necessità che lavorare fuori è certamente inevitabile, ma altrettanto bello e doveroso è tornare nella propria terra e mettere a frutto le conoscenze acquisite, a beneficio degli altri».








