È iniziato con una pesante sconfitta a Rutigliano, per 119-90, il cammino della Fortitudo Trani nel campionato di serie D maschile, girone A.
Ma si è trattato di una partita che sarebbe inevitabilmente finita con uno scarto pesante, in considerazione del fatto che la squadra di casa vincitrice della prima sfida del torneo, l'Olympia club, che ospitava i neopromossi biancoazzurri di Valerio Corvino, ha schierato in campo due giocatori statunitensi, Fleming e Mina, autori rispettivamente 40 punti a testa.
«E quando ci sono due atleti così devastanti dal punto di vista atletico e tecnico - spiega l'allenatore - c'è davvero poco da fare. In realtà - osserva Corvino -, dovremmo chiederci che senso abbia schierare addirittura due statunitensi in un campionato di serie D, togliendo spazio a ragazzi italiani che proprio in queste categorie dovrebbero farsi le ossa e maturare esperienza».
Il coach biancoazzurro, nell'analizzare la partita della sua squadra, pone in risalto i limiti che ha comunque denotato la difesa, ma anche i pregi mostrati dall'attacco: «I 90 punti segnati contro una formazione così attrezzata, in casa loro - dice Corvino - sono il segno del fatto che, quando giochiamo di squadra, le cose sappiamo farle. Avremmo potuto farle anche meglio se non ci fossimo lasciati andare all'individualismo, ma probabilmente il verso che aveva preso la partita - conclude Corvino - ha determinato scelte sbagliate che, sono certo, non ripeteremo in gare in cui ci sarà maggiore equilibrio e competitività».
