È di nuovo di 162.000 euro l'impegno di spesa per il referendum del 4 dicembre. Si tratta della stessa somma già impegnata e liquidata il 17 aprile per la consultazione sulle trivellazioni, nulla per mancato quorum. A determinarlo il dirigente della Prima area, Caterina Navach, che peraltro ha modificato alcuni degli importi parziali che costituiscono la somma totale.
Infatti, le spese di retribuzione di prestazione di lavoro straordinario scendono da 93.000 a 85.000 euro, mentre quelle per il trasporto di materiale di arredamento delle singole sezioni elettorali salgono da 23.000 a 31.000.
Restano invariati gli altri importi: le competenze corrisposte ai componenti dei seggi elettorali, 32.500 euro; i buoni pasto, 5.500 euro; le spese relative a stampati, collegamenti telefonici, propaganda elettorale, postali ed ulteriori, 8.000 euro.
Per la cronaca, i presidenti percepiranno un compenso di 130 euro, gli scrutatori 104 euro. Nei seggi speciali collegati agli istituti di reclusione, 79 euro per il presidente e 53 per gli scrutatori.
La somma stanziata è regolarmente presente in bilancio, giacché il dirigente aveva già previsto lo svolgimento di due tornate elettorali.
Lo Stato rimborserà gran parte delle spese, sia pure limitatamente al budget che il Ministero dell'interno si appresta a comunicare a ciascun comune.

