Un teatro-danza d’avanguardia, a tratti tecnicistico ma sempre emozionante, quello portato in scena dalla compagnia teatrale “Costellazione”, con “La cattedrale”, una riscrittura di due grandi classici: il “Notre Dame de Paris” di Hugo e “L’opera da tre soldi” di Brecht. Ma i protagonisti della scena non sono Quasimodo e nemmeno Macheath: “La cattedrale” è un racconto corale.
Sulla scena spoglia, “metallica”, dominano il rosso, il bianco, ed il nero, la pochezza dell’uomo con le sue falsità e mediocrità. Su tutti i dodici personaggi aleggia il Destino, che agisce sulle loro vite. Gli spettatori, che sono parte integrante dello spettacolo, in quella tecnica che Brecht utilizzò proprio ne “L’opera da tre soldi”, lo straniamento, hanno la funzione della pietra della Cattedrale: assistono a questo intreccio di destini, ed escono dal teatro ancora carichi di emozioni.
L’opera, che sta calcando i palchi di tutto il mondo già da tre anni, ha vinto diversi premi in Italia e all’estero. A Praga, nel 2014, per il festival internazionale “Apostrof”, gli attori della compagnia “Costellazione” (di Formia, in provincia di Latina), si sono aggiudicati il premio come miglior spettacolo europeo. “La cattedrale” ha fatto incetta di premi anche in Belgio, Marocco, Finlandia, America. A scriverlo e dirigerlo, Roberta Costantini, che ha anche una piccola parte nello spettacolo: «La Puglia è una terra meravigliosa e voi siete un pubblico straordinario. Vi ringrazio. Abbiamo ottenuto, nel corso di questi tre anni, successi incredibili, dei quali siamo molto orgogliosi».
Tra il primo e il secondo atto, gli spettatori hanno potuto assaporare i prodotti tipici del caseificio “Lombardi” e il vino della “Vineria del corso”, due aziende di Trani. “La cattedrale” è stato il terzo appuntamento di “Scene in… comune”, la rassegna di teatro amatoriale organizzata dalla “Compagnia dei teatranti”, che ha dato appuntamento agli spettatori a venerdì 25 novembre quando la compagnia “La cricca” di Taranto porterà in scena “Questi figli amatissimi”.
Federica G. Porcelli
















