È un gran pasticcio la mancata realizzazione di una rotatoria, ovvero un ponte che consenta di evitare di arrivare fino a Trani, o viceversa, per raggiungere le proprie aziende: si percorrono quattordici chilometri per raggiungere opifici che distano solo qualche chilometro dalle città e che prima si raggiungevano in qualche minuto.
E sono legittime le rimostranze degli operatori rispetto ad una penalizzazione che nessuno mai si sarebbe immaginato, mentre le istituzioni si sballottano responsabilità che addirittura verrebbero a ricadere sulla vecchia Provincia di Bari, ora Città metropolitana.
La verità è che le complanari realizzate si stanno mostrando insufficienti al contenimento del traffico pesante, anche a causa delle ridotte dimensioni, e sono molto pericolose.
Da parte dei politici presenti in sala, l’unica risposta giunta ė stata la “speranza” che si possa ricercare finanziamenti per realizzare qualcosa già previsto in progetto, ma stranamente mai realizzato.
È impensabile che una progettualità attesa da trent’anni possa oggi manifestare tali disagi al punto da sollevare l’ira di centinaia di imprenditori. Una leggerezza imperdonabile, frutto di assoluta mancata considerazione delle imprese, che addirittura compromette quella stessa sicurezza che era alla base del progetto costato una miniera di soldi pubblici.
Si rischia che importanti aziende migrino verso altre aree produttive, con gravissime ripercussioni per l’occupazione e la nostra economia locale.
I disagi che ne deriveranno saranno ben superiori a qualsiasi beneficio che non vediamo. Uno spreco di denaro pubblico ed un’opera indifendibile, costata ben venticinque milioni di euro, che andrà solo a peggiorare la situazione.
Aspettare lo stanziamento di altro denaro per la costruzione del ponte, o di opere alternative sostitutive, può significare l’illusione di qualcosa che non si avvererà mai o si avvererà fra altri trent’anni, quando le aziende avranno già chiuso.
Savino Montaruli (direttore Unimpresa Bat)



