Ennesima gran prestazone, ma la Fortitudo, anche questa volta, non ha vinto. La sconfitta di Bari lascia nuovo amaro in bocca e, a mente fredda, si prova ad analizzarla. Trani avanti anche di dieci punti nel momento migliore della sua partita, ma poi ha finito per perdere di dodici: cosa è accaduto per fare registrare una così netta inversione di tendenza e lasciare i due punti alla squadra avversaria?
«Abbiamo giocato con enorme intensità difensiva - spiega l'allenatore, Valerio Corvino -, e pertanto abbiamo pagato la stanchezza nel finale. Sicuramente ci ha penalizzato molto il palazzetto gelido, che mi ha convinto a fare meno cambi possibili per avere i giocatori sempre caldi in campo. Peccato, perché l'avevamo preparata e anche gestita bene, ma ci sono state due o tre situazioni in cui le nostre scelte hanno pesato: se avessimo fatto canestro l'avremmo chiusa, invece abbiamo consentito loro di rientrare e, alla fine loro, che sono bravi a fare canestro, ci hanno giustamente punito».
Il denominatore comune di queste prime partite è stato quasi sempre quello del calo nei finali, nonostante il bel gioco. Corvino ribadisce che «il progetto va avanti e cresceremo con questo gruppo. È solo questione di tempo, ma questa squadra si farà le ossa e si farà rispettare da tutti».
