Gesù, il primo grande rivoluzionario della Terra, portò nel mondo una Parola di pace. Trascorreva il suo tempo insieme agli ultimi, ai più deboli, ai più poveri, ai malati ed ai reietti. Disprezzava le ricchezze, preferendo la povertà. Anche un ateo, non può non rimanere affascinato dalla sua figura splendente. A Natale, si dimentica proprio questo: l’autenticità del festeggiamento è la Sua natività.
«Trascorrere la notte di Natale con i poveri è per me da diversi anni un appuntamento fisso, una esperienza arricchente». Queste le parole di un volontario della mensa della Caritas, che abbiamo intervistato in occasione della tanto attesa cena della vigilia di Natale, che avverrà stasera presso la Caritas diocesana di Trani, che ha sede presso la parrocchia del Sacro cuore in via Malcangi 76, dove a partire dalle 20 sono attesi almeno una trentina di utenti. Solitamente, il numero è di almeno venti unità in più, ma a queste vanno sottratte le persone di etnia rom, che durante questo periodo migrano verso altre regioni d’Europa. Stasera, alla mensa Caritas, è prevista la presenza di senzatetto ed indigenti provenienti da Trani, Barletta e Spinazzola.
Don Raffaele Sarno, responsabile della Caritas diocesana, e due volontari, ci dicono che saranno almeno dieci i ragazzi che si prodigheranno per cucinare e servire ai tavoli. Qualche sera fa, grazie ai volontari di Maiora srl, concessionaria del marchio Despar per il Centro-Sud Italia, si è tenuta una grande cena pre-natalizia, alla quale hanno partecipato tante persone. «È stata una grande festa, che ha reso felici tutti», ci hanno detto.
È Natale anche per chi non ha una casa e nemmeno un pasto caldo. E per un vero cristiano dovrebbero essere sacre le parole di Gesù: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto». Con questo spirito di missione, alla Caritas è Natale tutti i giorni.
Federica G. Porcelli


