Indagano i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale in merito ai furti avvenuti tra lunedì 19 e giovedì 22 dicembre in sei chiese di Trani, fra cui la Basilica cattedrale. Da qui è stato asportato un calice, risalente al ‘700, utilizzato per i matrimoni e probabilmente lasciato nella disponibilità dei ladri per mera distrazione.
Tra gli altri furti, anche un ostensorio con angeli nella chiesa di San Giovanni ed una conchiglia con ampolline, utilizzate per il battesimo, nella chiesa della Madonna del Pozzo.
Proprio il parroco di quest’ultima, nonché vicario episcopale della diocesi, Don Mimmo De Toma, ha fatto sapere che i furti sono avvenuti tutti in rapida successione e si sono fermati progressivamente nel momento in cui i sacerdoti si erano passati la voce circa la sempre più probabile esistenza di una banda dedita ad azioni su commissione.
In alcuni casi, peraltro, il valore degli oggetti sottratti è risultato nettamente inferiore rispetto a quanto supposto dai malviventi, che hanno scambiato banali metalli per argenti, ma il calice della cattedrale il suo valore ce l'ha tutto e rappresenta il bottino più importante messo a segno dai malviventi.
Da lì a poco, la diocesi ha fatto circolare una nota in cui richiama parroci, rettori e comunità a prestare maggiore cura ed attenzione alla custodia degli oggetti sacri.
Il precedente più recente, in città, aveva riguardato una cappella privata, in agro di Trani, da cui era stata sottratta una statua della Madonna.


