Il compostaggio nel capannone dell'ex ricicleria, per riconvertire un impianto fermo da sei anni, perché nato già vecchio, ed evitare così anche un evidente spreco di denaro pubblico. Il Comune di Trani ci proverà cogliendo l'opportunità del Programma operativo Puglia Fesr 2014-2020. In particolare, con l'azione 6.1, relativa ad investimenti per l'ottimizzazione della gestione dei rifiuti urbani, si intende favorire la realizzazione di impianti per il trattamento della frazione organica dei rifiuti, con processo di digestione anaerobica integrato dal compostaggio aerobico.
La Regione ha avviato le attività propedeutiche all'individuazione dei siti utili alla localizzazione di tali impianti, di cosiddette «medie dimensioni», della capienza di circa 50mila tonnellate. A tale fine, il governo pugliese intende cofinanziarne la realizzazione nei termini previsti dal regolamento dell'Unione europea e, pertanto, ha invitato i comuni a manifestare interesse ad ospitare nel proprio territorio impianti per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani.
Il consiglio comunale, il 13 maggio 2013, ha deliberato un atto di indirizzo per la localizzazione sul proprio territorio di un impianto per il trattamento e valorizzazione della frazione organica dei rifiuti, da porre al servizio di Trani e degli altri comuni limitrofi.
Il provvedimento ha stabilito che l'impianto fosse progettato e gestito direttamente dal Comune di Trani o società partecipata, ricorrendo alle più moderne tecnologie per contenere al massimo l'impatto sul territorio, recuperare energia, valorizzare a fini economici la frazione organica e contenere la tariffa di conferimento all'impianto. La delibera richiedeva alla Regione, altresì, un adeguato finanziamento che consentisse la realizzazione di tale impianto. La giunta comunale, successivamente, incaricava l'Amiu di predisporre uno specifico progetto tecnico economico di fattibilità dell'impianto.
Si arriva così ai giorni nostri, con un nuovo atto d'indirizzo della giunta in carica: «In località Puro vecchio - illustra l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio - è presente un impianto di selezione dei rifiuti urbani indifferenziati a valle della raccolta differenziata, la cosiddetta "ricicleria", finanziato e realizzato nel 1998 con decreto del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti». Inaugurata nel 2010, funzionò per pochissimo tempo perché già inadeguata e, da sei anni, non è più in uso.
«Tale capannone - precisa di Gregorio -, di proprietà dell'Amiu, è dotato di tutti gli impianti tecnologici necessari, nonché di una palazzina per uso uffici, insiste su un terreno della dimensione di circa 40mila metri quadrati, è dotato della necessaria viabilità e si trova nelle adiacenze della nostra discarica per rifiuti solidi urbani, per la quale sono in essere le procedure amministrative e tecniche di bonifica e chiusura».
Ebbene, secondo l'esecutivo, l'ex ricicleria «può essere rifunzionalizzata nel rispetto del quadro normativo nazionale regionale che vige in materia e, soprattutto, nel pieno rispetto della salute pubblica e tutela dell'ambiente, per diventare un moderno e sicuro impianto per il trattamento della frazione organica dei rifiuti, come previsto dalla Regione. La realizzazione di tale impianto completerebbe la gestione del ciclo dei rifiuti - afferma di Gregorio -, individuando un sito dove conferire la frazione organica derivante dalla raccolta differenziata volta ai cittadini, con ripercussioni positive sia in termini ambientali, sia economici sull'intera città, oltre che rendendo finalmente funzionale un impianto realizzato con soldi pubblici, ma attualmente inutilizzato e abbandonato».

