I comuni di Trani e Bisceglie, da ieri, sono ufficialmente uniti nella convenzione per la partecipazione in forma associata al Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile, ai sensi della legge 221/2015, che ha per oggetto disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy ed il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali.
In particolare, l'articolo 5 della legge definisce il programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro (previsto il ritorno del bike sharing) per la cui attuazione sono destinati complessivamente 35 milioni di euro. I progetti sono finanziati dal Ministero dell'ambiente e tutela del territorio e del mare, con una percentuale non superiore al 60 per cento del totale dei costi ammissibili.
Il provvedimento, approvato con 27 voti favorevoli, 1 contrario ed 1 astenuto, prevede una durata di tre anni della convenzione fra i due comuni e dispone che quello capofila sia Bisceglie. Subito dopo l'approvazione da parte delle rispettive aule, si procederà alla vera e proprio a stipula della convenzione tra le due amministrazioni. Di seguito, la discussione.
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Lima (Fdi). «Al netto dell'indiscutibile utilità del progetto, come mai siamo sempre più legati alle sorti del Comune di Bisceglie? Perché siamo diventati, ormai, Bisceglie-dipendenti?».
Di Lernia (M5s). «A parte il fatto che Trani è capoluogo di provincia, ma Bisceglie è capofila, faccio notare che il progetto va inviato al Governo entro la mezzanotte del 10 gennaio, e questo fa capire che tutto è già pronto, ma confezionato da loro e non da noi».
Barresi (Pt). «Ci sono alcuni punti della convenzione poco chiari e che parrebbero sbilanciar eil provvedimento verso Bisceglie: sarebbe il caso di fare chiarezza».
Briguglio (Cd). «È vero, ormai siamo sempre più succubi di Bisceglie e questo non va bene. Eppure siamo usciti dal Patto, dando prova della nostra indipendenza: come mai, allora, qui non ci comportiamo allo stesso modo?».
De Laurentis (Pd). «Comunque è un primo passo per porre fine al caos automobilistico nei pressi delle scuole e favorire veramente la mobilità sostenibile, a cominciare dalle bici a scuola».
Di Gregorio (assessore proponente). «Questa è un'opportunità di finanziamento che il Comune di Trani cerca di cogliere. Siamo noi che abbiamo coinvolto Bisceglie, perché il bacino d'utenza deve essere non inferiore a 100mila abitanti e ci deve essere contiguità territoriale, come in questo caso. Trani metterebbe in campo 34mila euro come quota di cofinanziamento, Bisceglie almeno 70mila, ma non escludiamo di integrare la somma se il progetto fosse accolto».
Bottaro (sindaco): «Nessuna cessione di sovranità, ma una scelta di opportunità. Il nostro Ufficio tecnico sarà assorbito dai progetti sulle periferie, già finanziati con 6 milioni di euro, quindi era giusto che l'Utc di Bisceglie si occupasse più direttamente di questo iter».


