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Maltempo, Emiliano dichiara lo stato di crisi ed emergenza in tutta la Puglia

A seguito delle condizioni meteorologiche avverse che stanno interessando, dalla giornata del 5 gennaio, tutto il territorio regionale, con diffuse nevicate e apporti al suolo moderati, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha dichiarato lo stato di crisi ed emergenza sul territorio regionale.

In Italia gli eventi calamitosi sono classificati, ai fini dell'attività di protezione civile, in tre diversi tipi, in base ad estensione, intensità e capacità di risposta del sistema di protezione civile: tipo a (direzione degli interventi a livello comunale), tipo b (livello provinciale e regionale) e tipo c (livello nazionale).

Per gli eventi “di tipo c” il Consiglio dei Ministri delibera lo stato di emergenza, su proposta del Presidente del Consiglio, acquisita l’intesa della Regione interessata.

Lo stato di emergenza può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali, oppure per eventi connessi all'attività dell'uomo, che per intensità ed estensione devono essere fronteggiati con immediatezza di intervento con mezzi e poteri straordinari.

Può essere dichiarato anche in caso di calamità naturali o gravi eventi all’estero. La durata dello stato di emergenza non può superare i 180 giorni e può essere prorogata di altri 180 giorni, con ulteriore deliberazione del Consiglio dei Ministri.

La delibera dello stato di emergenza stanzia l’importo per realizzare i primi interventi nell’ambito dell’emergenza. Ulteriori risorse possono essere assegnate, con successiva delibera, a seguito della ricognizione dei fabbisogni realizzata dai Commissari delegati.

Nella delibera viene indicata anche l'amministrazione pubblica competente in via ordinaria che subentra nelle attività per superare definitivamente le criticità causate dall’emergenza.

Agli interventi per affrontare l’emergenza si provvede con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge, ma nei limiti e secondo i criteri indicati con la dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

Le ordinanze sono emanate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, se non è diversamente stabilito con la deliberazione dello stato di emergenza. L’attuazione delle ordinanze è curata, in ogni caso, dal Capo del Dipartimento. L’emanazione richiede l’acquisizione preventiva delle regioni territorialmente interessate.

Nella prima ordinanza viene nominato il Commissario delegato, responsabile degli interventi da realizzare per superare la situazione criticità. Allo scadere dello stato di emergenza viene emanata un’ordinanza “di chiusura” che disciplina e regola il subentro dell'amministrazione competente in via ordinaria e individua il soggetto responsabile, d'intesa con la stessa amministrazione.


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