Il tempo delle feste di Natale è finito, ma non quello dei giochi di società. Anzi, si può tranquillamente rilanciarlo alla luce di una bella idea che valorizza la storia della città: è il gioco dell'oca confezionato dalla Fondazione Seca, da un'idea di Francesco Pagano, già presidente dell'associazione Obiettivo Trani e fratello del promotore della stessa fondazione, Natale. Il progetto ha trovato anche il gradimento del Comune di Trani, che ha concesso il patrocinio gratuito e la stampa del proprio logo in un angolo del tabellone, insieme con quella del Polo museale, di cui la fondazione è gestore, presso cui il gioco sarà presto in vendita.
Sono ottanta i numeri del percorso, tra storia, arte e cultura della città. Si parte dal numero 1, l'età del bronzo, e si arriva all'80 che è proprio denominato «Trani, storia arte e cultura». La chiocciola, che è un po' la metafora degli anni della vita, in questo caso di Trani, che scorrono, conduce alla zona archeologica di Capo Colonna (2) ai reperti trovati in quella zona ed altri luoghi della città nel III secolo avanti Cristo (3). Si passa poi al periodo greco (4), Diomede (5), alla Puglia preromana (7) ed al periodo romano (8).
Iniziano poi le testimonianze visive, con la chiesa di Santa Geffa (9), la Colonna traiana (10), Porta antica (12), chiesa di San Martino (13), Statuti Marittimi (18), cattedrale (22), chiesa dei Templari (24), castello svevo (28), sinagoga Scolanova (29), palazzo Caccetta (35), chiesa di Santa Chiara (37), Torre dell'orologio (42), chiesa di Sant'Agostino (46), palazzo Torres (51), chiesa di Santa Teresa (52), chiesa di San Luigi (58) e il tanto rimpianto Teatro San Ferdinando al numero 59. La villa comunale arriva al 61, la stazione ferroviaria al 66 e, successivamente, compaiono il monumento a Giovanni Bovio (67), la scuola De Amicis (70), la chiesa di San Giuseppe (75), la rinata piazza Teatro (78) e, penultimo numero del percorso, al 79, il Museo della macchina per scrivere, della Fondazione Seca, presso palazzo Lodispoto, un piccolo auto riconoscimento da parte degli ideatori del gioco.
Ad intervallare il percorso dei luoghi, quello dei personaggi famosi della storia cittadina, a cominciare dall'arrivo di San Nicola, al numero 20, Federico II (27), re Manfredi (30) Carlo I e Giovanna II d'Angiò, rispettivamente 33 e 36, re Carlo VIII (39), Federico II d'Aragona (45), re Vittorio Emanuele II (63), monsignor Petronelli (72) il presidente della Repubblica Enrico De Nicola (74).
Infine, alcuni fatti e/o leggende della città (quasi tutti coincidenti con le "penitenze" del gioco, come per esempio il miracolo dell'ostia (16), i Templari in preghiera (19), il terremoto del 1453 (41), il miracolo dell'Apparizione del 1529 (49), la rivolta del 1647 (53), la peste del 1656 (54) il miracolo dell'Addolorata del 1727 (55) i moti del 1799 (60), il colera del 1885 (65), il Festival di Trani (77).
Le regole del gioco sono quelle classiche: si tirano i dati, di volta in volta, per avanzare nelle caselle, e vince che arriva prima al numero 80. Se si finisce sulla casella dell'oca si possono nuovamente tirare i dadi, se si finisce su quella della penitenza ci si dovrà fermare un turno. Il gioco rivisita quello diffusosi nel 1580 a Firenze, sotto il regno dei Medici. La più antica stampa del gioco dell'oca è del 1640 e contiene 63 caselle. La proposta della Fondazione Seca si prefigge di «fare divertire grandi e piccini e, nello stesso tempo, fare conoscere la storia di Trani dalle origini ai giorni d'oggi».
Il gioco sarà presto distribuito presso il Polo museale, in piazza Duomo, anche e soprattutto a beneficio di turisti e scolari. Da definirsi il prezzo, ma sarà estremamente «popolare».


