Viene definita una “eremita di città” Antonella Lumini, autrice del libro scritto a quattro mani con Paolo Rodari, vaticanista de “La Repubblica”, “La custode del silenzio”, edito da Einaudi. Il libro è stato presentato nel corso di un incontro della rassegna “Scrittori nel tempo”, tenutosi nella chiesa di san Francesco. Sono intervenuti il presidente di Omi – organismo a movente ideale di Trani, Mauro Spallucci, don Saverio Pellegrino e il critico letterario Vito Santoro, oltre che i due autori del libro.
Anche nel centro di una città, peraltro grande come Firenze, si può vivere una esperienza di deserto, silenzio, che aiuti ad uscire dall’inquietudine e dai ritmi della vita odierna, ed apra ad una condizione nuova, eremitica: è questa la storia di “La custode del silenzio”. La scrittrice, che nel libro ha raccontato la sua scelta di vita al giornalista Rodari, vive quasi un’esperienza mistica: usa pochissimo internet e il telefono, si accontenta di ascoltare il silenzio e cerca la bellezza nelle piccole cose. Lumini, però, non vuole che la si chiami “eremita”. Ha dichiarato di essere piuttosto una persona semplice, alla ricerca del suo silenzio interiore.
“Scrittori nel tempo” continuerà nella consueta cornice della libreria “Luna di sabbia”, sabato prossimo con Mario Desiati.

