Cinquanta alunni del Liceo scientifico Valdemaro Vecchi, delle classi terze e quarte, pronti per l'alternanza scuola lavoro presso il Tribunale di Trani, grazie alla convenzione firmata con l'Ordine degli avvocati. Qualcosa in più dell'alternanza scuola-lavoro classica perché, questa volta, i ragazzi saranno davvero impegnati a 360 gradi, svolgendo compiti di avvocatura che consentiranno loro non soltanto di apprendere i rudimenti della professione ma, anche, di imparare sul campo che cosa sia davvero la legalità e come si faccia rispettare.
Di questo, e molto altro, si è parlato presso la biblioteca dell'Ordine degli avvocati di Trani, in piazza Sacra regia udienza, nell'ambito dell'incontro in cui si è materialmente firmata la convenzione tra il Foro di Trani e l'istituto di via Grecia.
«Questo progetto è entrato in vigore sulla base normativa nazionale l'anno scorso - ha spiegato il presidente dell'Ordine, Tullio Bertolino -, e già ad ottobre del 2016 il Consiglio nazionale Forense ha siglato con il Ministero per l'istruzione e la ricerca una convenzione particolare per cui, oltre alla progetto cosiddetto ordinario, previsto dalla legge 107, ve ne è uno molto più complesso e strutturato. Infatti, prevede la partecipazione di questi ragazzi, individuati dall'istituto scolastico, all'interno dell'Avvocatura, per cento ore in un solo anno. E si tratta, evidentemente, non solo di una frequentazione delle aule di udienza o della simulazione della vita di un avvocato ma, soprattutto, di un'istruzione, sia pure in termini moderni, verso la vita sociale, verso la spiegazione dell'esistenza dei diritti ed obblighi per ragazzi che frequentano gli istituti scolastici in cui, in particolare, non si svolgono lezioni di diritto».
Francesco Logrieco, presidente uscente dell'Ordine e, attualmente, vice presidente del Consiglio nazionale forense, ha spiegato a sua volta che «il progetto è stato elaborato all'interno di una commissione di quest'organo, che si occupa di rapporti con la corte Costituzionale, perché ci sono stati una serie di stimoli sia da parte del presidente della Corte, sia dal corpo dei docenti a livello nazionale. In tale commissione, di cui sono coordinatore, abbiamo elaborato un programma articolato, e speriamo di successo, tale da consentire di estenderlo anche al Consiglio superiore della magistratura perché, anche nell'ambito della magistratura, vi è molto interesse per questa materia. Sembra quasi di introdurre nuovamente la vecchia educazione, con la differenza che questo è un progetto moderno che, opportunamente, guarda al passato. In fondo, non c'è nessuno che insegna agli studenti come e quando ci sono gli atti di corruzione o concussione, cosa sia davvero la legalità e quali gli strumenti per tutelarla».
A giorni la partenza ufficiale dell'attività, sotto l'egida del dirigente scolastico del Vecchi, Angela Tannoia: «Intanto rispondiamo, nei termini di legge, a quanto previsto dalla legge 107 per scuole e licei in tema di alternanza scuola-lavoro, per la quale sono chiamati a svolgere 200 ore nel triennio. Noi abbiamo raccolto subito questa sfida e infatti già lo scorso anno, grazie alla collaborazione avviata con l'Ordine degli avvocati di Trani, avevamo avviato un modulo sperimentale, grazie al quale i ragazzi hanno simulato il processo civile e penale ed incontrato sul campo l'avvocatura di Trani. Questa è un'ulteriore sfida, stimolata dall'entusiasmo dei ragazzi e dalla piena approvazione delle famiglie».

