Questa mattina (ieri ndr), dopo i gravi fatti dei quali abbiamo riferito, ho incontratoalcuni agenti della polizia penitenziaria, che si sono fatti portavoce di un malessere diffuso, per portare loro la solidarietà e l'attenzione del sindacato alle continue criticità che si riscontrano da mesi nel penitenziario della Bat e di cui si avrebbe poca contezza, quando a pagare è solo ed esclusivamente la polizia penitenziaria, abbandonata dalle istituzioni.
Intanto emerge che in questi giorni,precisamente nel turno di domenica scorsa tra le 12 e le 18 al primo piano destro della ex sezione blu,dal 1978 al 1981 destinata a terroristi e criminali di spessore, che oggi vedrebbe una popolazione detenuta che si ripete essere nella norma(280/300) rispetto alle gravi situazioni di istituti limitrofi nella regione, un appartenente al ruolo degli Assistenti capo della polizia penitenziaria è stato fatto oggetto di offese personali di dileggio e di insulti da parte di un detenuto, per essersi opposto al passaggio dalla propria cella nel camerone con altri 8 reclusi in violazione alle norme che regolano e regolamentano il passaggio di "stanza" se non preventivamente autorizzate dall'autorità dirigente che in questo specifico caso sembra mancare .
Sembra che il poliziotto a fine turno abbia relazionato alla propria amministrazione sull'evento critico e ci auguriamo che giustizia venga fatta al più presto, ma auspichiamo un'attenzione maggiore se non urgente delle istituzioni regionali del Prar e Centrali Dap Roma sull'andamento del penitenziario, della sicurezza e della discutibile tutela dei poliziotti che sembra,a dire dei poliziotti intervenuti presso la sede del sindacato, essere venuta meno.
Ancor peggio, in data successiva, lunedì 16 gennaio 2017,a dimostrazione di quanto già denunciato, un altro detenuto, questa volta cittadino straniero, avrebbe danneggiato beni dell'amministrazione rompendo un tavolino e con la gamba del tavolo rotto ha rotto, distrutto e mandato in frantumi il proprio apparecchio tv, sradicando fili di corrente e prese: insomma, una violenza inaudita che racconterebbe da sola la situazione di chi vive il carcere come tutori dell'ordine e disciplina la messa in discussione stante le varie segnalazioni che qui si raccontano.
Serve una ispezione all'interno del penitenziario per accertare se vi siano o meno ancora le condizioni di quotidianità penitenziaria o se non sia il caso, stando ai vissuti dal 2013 al gennaio 2017 di procedere ad una attenta, minuziosa, profonda verifica e, se del caso, avvicendare l'attuale referente.
Segnaleremo gli eventi al Ministro della giustizia Orlando e al Capo del dipartimento santi consoli unitamente ai diversi episodi e vicende che coinvolgono il benessere e la stabilità serena del personale operante in trincea in prima linea.La dotazione detentiva per il carcere di Trani non sembra mostrare, lo si ripete, un sovraffollamento detentivo e la presenza di poliziotti, a parte l'utilizzo di personale negli uffici e settori “cariche speciali”, sembra rientrare nella norma di cui al D.M. Giugno 2013, quindi non manca personale di polizia, ma secondo noi, viene utilizzato in settori non operativi in dispregio della direttiva nazionale del marzo 2008 sulla percentuale del 3% abbondantemente superata da tempo.
Le Forze servono nei reparti detentivi e chi sostiene una tesi diversa appare essere in forte contrasto con la luce penitenziaria e gli organici esistenti.
Segretario generale nazionale del sindacato di Polizia penitenziaria Cosp, Domenico Mastrulli

