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Impatto delle discariche sulla salute dei cittadini, la richiesta del segretario Uil ad Emiliano. Un problema che tocca da vicino Trani

Nel corsodella visita nella nostra regione, il Ministro per il Mezzogiorno De Vincenti ha sottolineato, qualora ve ne fosse bisogno, che tra le criticità da risolvere con urgenza e con la massima concretezza, in Puglia, c’è la questione ambientale, con specifico riferimento alle discariche e alla depurazione delle acque. Anche a causa di questi due ultimi fattori, l’emergenza inquinamento, sul territorio ed in alcune province in particolare, ha assunto ormai contorni angoscianti, addirittura tragici, senza dimenticare le infrazioni e le conseguenti sanzioni decise dall’Unione Europea.

Ebbene, apprendiamo però dalla stampa di una audizione a Roma, nel corso della quale il presidente della regione Puglia Michele Emiliano ha sostenuto soltanto soluzioni per combattere l’inquinamento dell’Ilva, attraverso un processo di decarbonizzazione. Comprendiamo che spesso faccia comodo, da un punto di vista mediatico, puntare il dito sul “grande mostro del carbone”, ma un fattore inquinante altrettanto preoccupante, che invece passa colpevolmente sotto silenzio, è rappresentato proprio dalle discariche, legali e non, disseminate sul territorio regionale. Purtroppo, ad oggi, qui in Puglia il sistema discariche è ancora la normalità e non già l’eccezione come nel resto d’Europa, nella completa indifferenza delle istituzioni che si affidano esclusivamente agli interventi e al controllo della Magistratura e delle forze dell’ordine.

Mentre continuano a mancare impianti utili a chiudere il ciclo dei rifiuti in maniera sostenibile (o quantomeno una programmazione credibile per la realizzazione degli stessi), la Pugliaassiste attonita a un via vai di Tir carichi di rifiuti, frettolosamente definiti “speciali”, provenienti dalla Campania e da altre dieci regioni italiane.

Taranto, nello specifico, come se non bastasse la questione Ilva, ospita due delle più grandi discariche europee e c’è chi propone lotti per nuovi ampliamenti. Insomma, siamo da tempo la pattumiera d’Italia, con l’aggravante che questo sistema favorisce anche infiltrazioni mafiose, che non solo inquinano il territorio e la salute, ma anche la sicurezza del tessuto socio-economico pugliese in cerca, disperatamente, di riscatto e di sviluppo.

L’immobilismo della Regione Puglia, in questa fattispecie, è inquietante. Ecco perché le chiediamo di cambiare rotta a 360 gradi, a cominciare da una mappatura certa dei siti inquinanti regionali e da un’indagine approfondita e puntuale che analizzi l’impatto sulla salute delle discariche, autorizzate e non, presenti sul territorio. Difatti, sarebbe interessante e importante sapere quali patologie sono effettivamente legate all’inquinamento da discarica, in maniera tale da adottare, con precisione e tempestività, le precauzioni e le contromisure sanitarie necessarie. Molti esperti, ad esempio, hanno escluso relazioni tra l’alta concentrazione di patologie tiroidee e l’inquinamento industriale, spostando l’attenzione su altri fattori inquinanti. E le discariche sono tra i maggiori indiziati. Eppure, da parte della Regione Puglia non vi è stato alcun seguito, anzi si è continuato a puntare, di fatto, sull’utilizzo delle discariche.

Il sindacato è pronto a condividere un percorso nuovo e sano, nonché a fornire le proprie competenze, a patto che esista la volontà politica di coinvolgere davvero il territorio e i cittadini in una politica ambientale finalmente virtuosa.

Aldo Pugliese – segretario generale Uil Puglia e Bari / Bat


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