Dopo il sale per l'emergenza neve, arrivano i croccantini per l'emergenza cani e gatti. Ieri, al Comune di Trani, l'Ente nazionale protezione animali ha fatto scaricare da un Tir, proveniente da Roma, numerosi sacchi di cibo destinati a tutti i volontari che si prendono quotidianamente cura delle colonie, canine and feline, presenti in città.
Si tratta di una decina di persone che spesso e volentieri, oltre il tempo che quotidianamente dedicano al nutrimento e cura di questi animali, ci rimettono parecchi soldi perché il cibo lo impegnano di tasca loro.
L'amministrazione comunale, non potendo assicurare assistenza e riparo a tutti questi animali, che spesso si riproducono con frequenza decisamente superiore a qualsiasi tipo di tutela, ha così pensato di assicurare mangime utile a sfamare, per un consistente periodo di tempo, le varie colonie disseminate per la città: alcune in estrema periferia, come per esempio nell'area di Boccadoro; altre in pieno centro, come nel caso dei gatti nella zona del lungomare Chiarelli e piazza Natale D'Agostino.
L'iniziativa è dell'Assessorato all'ambiente, nella persona del delegato del sindaco, Michele di Gregorio, che ha chiesto ed ottenuto dal presidente dell'Enpa nazionale, Carla Rocchi, la donazione per Trani di un ingente quantitativo di crocchette.
A sollecitarlo, fra gli altri, un consigliere comunale, Raffaella Merra, che fa parte della minoranza ed è particolarmente sensibile ai problemi del randagismo. Alla riuscita dell'operazione concorrono i volontari dell'Enpa di Trani.
Proprio con riferimento alla colonia felina in costante aumento, che ha sede fra lungomare Chiarelli e piazza Natale D'Agostino, con una significativa presenza di gatti anche all'interno dell'area del liceo De Sanctis, la volontaria che si occupa di sfamare tutti questi animali aveva già rappresentato il suo disappunto per essere rimasta sola, e senza alcun tipo di supporto da parte delle istituzioni: adesso, almeno, nell'attesa che qualcuno la affianchi, potrà dedicarsi con maggiore profitto ad un compito che in fondo, nel suo caso come negli altri, parte soprattutto dal cuore.









