Nel corso dell’incontro che si è tenuto tra i vertici dell’Amet, il presidente Antonio Mazzilli, l’amministratore delegato Marcello Danisi e la consigliera Angela Ventura, l’assessore alle finanze Luca Lignola e i rappresentanti e gli attivisti del Movimento 5 stelle di Trani sono stati toccati diversi argomenti, tra i quali la darsena.
«Quanto a darsena, croce e delizia di Amet: ad oggi l’azienda, stando alla convenzione con il Comune, rende a quest’ultimo un terzo delle entrate, ma paga la totalità dei costi d’esercizio. Accordo a nostro avviso un po’ sproporzionato, considerando i rischi d’impresa. Amministratore delegato e presidente ipotizzano la ricollocazione di alcune risorse umane, il cui costo incide maggiormente nel bilancio, nel settore elettrico, previo accordo con i sindacati. Ma è difficile da ipotizzare, poiché il comparto elettrico necessita di risorse altamente specializzate, che peraltro, una volta inserite, devono accumulare il necessario know-how per produrre un utile ricambio generazionale.
Piuttosto, anche a vantaggio della tutela occupazionale, si ridefinisca quella Convenzione e si permetta ad Amet di trattenere un maggior utile per investirlo in mezzi, strumenti e servizi che rendano il porto di Trani attrattivo per i diportisti.
Imporre l’abbassamento delle tariffe, così come è stato fatto recentemente, porterà ad un effimero tornaconto nell’immediato, alla “scenografica” impressione che la darsena sia molto popolata, ma si eviterà ancora una volta di produrre quel vantaggio competitivo rispetto ad altre realtà diportistiche pugliesi.
Su tali prospettive i vertici di Amet ci sono parsi abbastanza remissivi dinanzi alle direttive del socio unico. E qui bussiamo per la seconda volta al sindaco» hanno scritto le due consigliere, Antonella Papagni e Luisa Di Lernia, del Movimento 5 stelle di Trani.


