Nei giorni scorsi ci siamo recati più volte sia all'istituto che agli uffici comunali per provare a chiarire la strana situazione dell'ascensore della scuola elementare D'Annunzio, inspiegabilmente fermo da settembre sino a due giorni fa e causa di enormi disagi per una bambina disabile che necessitava di salire al piano in cui era ubicata la sua aula.
Abbiamo riscontrato che il motivo per il quale l'ascensore, perfettamente funzionante, non poteva essere utilizzato era la mancanza di un combinatore telefonico, cioè un sistema che segnala all'azienda di manutenzione eventuali guasti o blocchi per il tramite di telefonia mobile.
Abbiamo però verificato con accesso agli atti che l'impianto in questione è stato collaudato nel 1990 (immagine allegata) e pertanto non soggetto alla normativa vigente che obbliga all'installazione del combinatore telefonico (il Comune di Trani ha comunque fatto bene a richiederlo a maggiore tutela dell'incolumità degli utenti).
Quindi per tale tipo di impianto, al momento privo del combinatore telefonico, in caso di blocco la normativa prevede che si effettui a mano la manovra per riportare la cabina al piano, seguendo le istruzioni che devono essere presenti nel locale macchina e dotandosi di apposita chiave triangolare per l'apertura della porta esterna della cabina.
Per essere chiari: l'impianto di elevazione poteva funzionare, ed infatti il dirigente scolastico è tornato indietro sui suoi passi e ne ha finalmente disposto l'utilizzo per la bambina e per i suoi accompagnatori. Abbiamo pertanto inoltrato interrogazione urgente al sindaco per conoscere quali sono stati i motivi per i quali è rimasto fermo.
Ci pare che per mesi si siano corsi rischi inutili costingendo i genitori a portare in braccio la bambina su per la rampa di scale, si sia negato il diritto allo studio e non si sia tenuta in debito conto la gravità della situazione, e pertanto chiediamo che vengano forniti chiarimenti ufficiali da parte degli uffici competenti.
Antonella Papagni
M5S Trani

