Il Comune di Trani difenderà presso il Tar Puglia l'ordinanza sindacale dello scorso 3 novembre con cui ha vietato, nell'attesa dell'adozione di un nuovo regolamento, l'ingresso dei cani in villa comunale, se non con la presenza, al cancello degli stessi giardini pubblici, di un agente di polizia locale.
È quanto ha determinato il dirigente del Settore contenzioso, Carlo Casalino, affidando all'avvocato Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale, il compito di tutelare gli interessi del Comune di Trani nel giudizio in questione.
L'ordinanza era stata impugnata da un cittadino, il professor Nicola Pepe, rappresentato e difeso dall'avvocato Maurizio Musci, chiedendo inizialmente al Comune di Trani l'annullamento in autotutela del provvedimento per «eccesso di potere, illogicità manifesta, difetto di istruttoria e travisamento dei fatti».
Poiché, invece, l'ordinanza è tuttora vigente, il cittadino ha proposto ricorso al Tar Puglia per l'annullamento, previa sospensiva, del provvedimento sindacale.
Peraltro, lo scorso 3 settembre, il dirigente al ramo, Giovanni Didonna, aveva determinato l'ingresso dei cani in villa in forza di un provvedimento della giunta del sindaco Carlo Avantario, risalente al 2000, mai attuato da alcun suo predecessore, dopo un esposto dello stesso cittadino.
Da lì a due mesi, però, Bottaro avrebbe firmato l'ordinanza che rivedeva in parte quel provvedimento, restringendolo, alla luce del fatto che troppi padroni di cani non rimuovevano le feci dei propri animali.


