La raccolta differenziata che avrebbe dovuto «far sparire i cassonetti dalla città entro un anno», sbandierata ad ottobre 2015, non è ancora partita.
Il Comune di Trani, nella persona del sindaco Amedeo Bottaro, in quella data firmò un Protocollo d’intesa con Fabio Costarella, responsabile area sud del Consorzio nazionale imballaggi (Conai), al fine di definire le modalità di collaborazione ed i contributi delle parti all’attività di sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti e degli imballaggi nel territorio comunale.
Successivamente, il Conai ha progettato, insieme con l’Amiu, un Piano esecutivo dei servizi di igiene urbana. Si attende che esso ottenga il parere favorevole dell'Ufficio tecnico dell'Ambito di raccolta ottimale provinciale, cui è stato trasmesso a giugno 2016.
Ma, nell’attesa, c’è chi si dà da fare: i bambini. Infatti l’amministrazione, già dallo scorso anno, ha accettato la proposta pervenuta dal Circolo di Trani Legambiente “Diffondiamo a scuola le buone pratiche per una città sostenibile”. Il progetto, partito a maggio 2016, si sarebbe dovuto concludere a dicembre, ma è stato poi prorogato ad aprile 2017, e prevede che, all’interno delle scuole, i ragazzi vengano educati alle buone pratiche di differenziazione dei rifiuti.
Le prime scuole ad aderire sono state Petronelli, Bovio, Moro, De Amicis e D'Annunzio, ma altri dirigenti scolastici hanno manifestato interesse nei confronti dell’iniziativa che prevede dei premi alle “scuole che differenziano di più”.
E così, il Comune di Trani ha impegnato, dal capitolo 731 del 2016 “Interventi per la tutela dell’ambiente”, una spesa di 9mila euro in favore dell’associazione Legambiente – circolo di Trani per due rimborsi spese: uno di 7mila euro per l’acquisto di materiale didattico in favore delle scuole vincitrici del concorso; ed uno di 2mila euro per le altre spese sostenute dai volontari dell’associazione.
Sperando che i bambini possano insegnare ai grandi come si fa la raccolta differenziata.
Federica G. Porcelli

