Il fossato del castello, presto, dovrebbe essere gestito direttamente dal Polo museale della Puglia, così come tutto il resto del complesso immobiliare di piazza Re Manfredi. L'accordo sarà oggetto di una convenzione che il Comune di Trani e lo Stato si preparano a firmare.
Nel protocollo di intesa dovrebbe rientrare anche l'utilizzo, in favore del Comune di Trani, di alcuni ambienti del castello, così che anche l'amministrazione comunale valorizzi, nel migliore dei modi, le sue attività culturali.
A riferirlo è il sindaco, Amedeo Bottaro, interpellato a proposito del degrado del fossato del castello, circostanza per nulla sfuggita al primo cittadino che, anzi, conferma e rafforza le impressioni comuni: «È vero, c'è una dicotomia nell'utilizzazione di due beni, il castello ed il fossato, che in questo momento risultano assolutamente in antitesi tra loro e che, invece, devono rappresentare un "unicum". Per questo stavamo già lavorando in direzione della sigla di un protocollo d'intesa, con la direzione del Polo museale della Puglia, che preveda un utilizzo, e quindi gestione del fossato da parte dello Stato. L'accordo prevedrà lavori di ristrutturazione, finanziati dal ministero, che interesseranno anche il fossato rendendo fruibile ad una sua concreta l'utilizzazione. Inoltre, il progetto prevede di realizzare un ponte che consenta l'accesso al castello da via Maiorano, ripristinando quello storico, dal cortile ovest, dell'epoca medievale».
Di conseguenza, la civica amministrazione il Comune cederebbe la gestione della sua area demaniale allo Stato che, in cambio, concederebbe l'utilizzazione di determinati spazi nel castello: «Il Comune non ha risorse per gestire l'intero castello, come avviene a Barletta - riconosce Bottaro -, ma questo tipo di accordo sarebbe la soluzione migliore per la reciproca valorizzazione di quel bene».


