Alcuni anni fa, undici per l'esattezza, l'ex soprintendente, Marcello Benedettelli, recentemente venuto a mancare, richiamava il Comune a rispettare i compiti previsti con una lettera che sembra scritta oggi, tanto la situazione non è mutata.
«È spiacente dover verificare - vi si leggeva - che, ancora una volta, lo stato di manutenzione del fossato del castello presenta condizioni di totale abbandono, in presenza di una folta vegetazione che, non essendo oggetto di alcuna opera di manutenzione, determina, oltre una pessima immagine dell'insieme, anche problemi di igiene pubblica essendo ricettacolo di rifiuti e, di conseguenza, perfetta dimora per ratti».
Parole di sconcertante attualità che fanno riflettere, soprattutto se si pensa che le difficoltà di accesso iniziali sono state quasi del tutto superate. Infatti, una volta rimosso il terrapieno che coincideva con la porta del cortile ovest, che poi era l'antico ingresso medievale del castello, oggi è possibile raggiungere, con mezzi più o meno adeguati, il punto più lontano del fossato partendo dallo sbocco a mare di via Maiorano mare e raggiungendo piazza Re Manfredi.
A maggior ragione, serve una modifica radicale di un'area che potrebbe essere di grandissimo pregio dal punto di vista estetico e funzionale ed invece, purtroppo, è prevalentemente abbandonata a se stessa.

