il Comune di Trani ha recuperato 2 milioni di euro nell'ambito della complessa questione degli oneri non versati per il contratto di quartiere Sant'Angelo. Lo ha recentemente fatto sapere il sindaco, Amedeo Bottaro, in consiglio comunale.
«Se c'è qualcuno che sul contratto di quartiere ha acceso i riflettori per la prima volta, dopo tantissimi anni, siamo stati noi. È chiaro che siamo all'inizio di un percorso - precisa Bottaro -, nessuno lo mette in dubbio, ma arriveremo fino in fondo. Peraltro, è notizia di questi giorni che, nel contenzioso che abbiamo intrapreso nei confronti dei costruttori, per recuperare le somme mai corrisposte relative agli oneri da versare, il Tribunale amministrativo regionale della Puglia ci ha dato ragione ed abbiamo vinto una causa di 2 milioni di euro contro uno di loro».
Il riferimento è all'impresa Scaringi, una delle tre convenzionate con il Comune di Trani nell'ambito dell'operazione "Contratto di quartiere Sant'Angelo". L'altra è l'impresa Cosimo Damiano Manna, e poi c'è l'impresa Graziano, con la quale è stata stipulata una transazione per il recupero delle somme entro il 2018.
«Quindi, tutto sommato - commenta Bottaro -, ritengo che sia un buon inizio considerando che stiamo parlando di una questione dei primi anni 2000. Nell'arco di un anno e mezzo abbiamo già fatto davvero tanto, se solo penso che, al nostro insediamento, non trovavamo neanche le carte e tante non le abbiamo ancora trovate. In assenza di quelle ancora facciamo fatica, ma stiamo ricostruendo l'intero carteggio e lo stiamo facendo con molto impegno. La vicenda non nego sia complessa, ma ne arriveremo in fondo con tutti, senza distinzione alcuna. Oggi, questo risultato raggiunto al Tar ci porta ad essere vittoriosi per un importo importante ed è una grande soddisfazione, innanzitutto, per la città, a prescindere da maggioranza minoranza».
La vicenda, come detto, si lega alla realizzazione del programma urbanistico denominato "Contratto di quartiere Sant'Angelo", approvato dal consiglio comunale nel 2004. Il Comune individuava in tre imprese i soggetti attuatori, con i quali definiva specifici patti e convenzioni.
In particolare, con l'Associazione temporanea di imprese "Scaringi costruzioni", si giungeva alla convenzione secondo cui il soggetto attuatore si impegnava «a corrispondere gli oneri aggiuntivi per la realizzazione, a cura del Comune di Trani, delle opere di urbanizzazione relative ai singoli lotti, oltre che oneri aggiuntivi, oneri contenzioso emergente, offerte migliorative, contributo di costruzione».
Tuttavia, non essendo risultato pervenuto alcun pagamento, il 6 ottobre 2014 il dirigente dell'Area urbanistica invitava il costruttore a corrispondere gli oneri aggiuntivi e quelli finanziari dovuti. E l'11 settembre 2015 il segretario generale, in qualità di dirigente del settore legale, conferiva incarico all'avvocato Toma per il recupero delle somme dovute.
Il Tar Puglia, a seguito di ricorso dello stesso avvocato Toma, il 16 giugno 2016 emetteva un decreto ingiuntivo, notificato all'impresa Scaringi il 17 agosto 2016, con il quale imponeva al costruttore il pagamento, in favore del Comune di Trani, di 2.100.000 euro, oltre interessi legali, spese e competenze del procedimento. L'impresa Scaringi, difesa dall'avvocato Nicola Loconte, s'è opposta a decreto ingiuntivo proponendo un ricorso lo scorso 16 settembre.

