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Piano industriale di Amet, Fratelli d'Italia bacchetta il sindaco di Trani: «Non può esprimere indirizzi personali sui rami d'azienda da dismettere»

L’Amet, tramite un bando di gara, ha affidato alla Ernst & Young  la redazione di un Piano industriale. In sostanza, la E&Y ha ricevuto dall’azienda l’incarico di fare una analisi di Amet, di valutarne la situazione economico - finanziaria e di predisporre le linee guida per un rilancio della stessa società partecipata.

Sin qui tutto regolare, se non fosse che, a seguito di un accesso agli atti richiesto dal nostro consigliere Lima, abbiamo rilevato che allegato al bando, oltre la delibera di Giunta del 31/12/2015, c’era anche una nota personale del sindaco.

In tale nota, che ricalcava a grandi linee la citata delibera di giunta, il sindaco (in maniera perentoria) poneva precise indicazioni per la redazione di tale piano industriale e più precisamente: potenziamento del servizio di produzione, gestione e vendita di energia elettrica anche con eventuale cessione di quote dell’Amet ad altri partner; dismissione del servizio parcheggi e darsena; dismissione del servizio di trasporto pubblico/scolastico.

Il sindaco, insomma,  in maniera del tutto autonoma e a nostro parere frettolosa (come ormai siamo abituati a denunciare), con la citata nota, traccia un perimetro e erige “paletti” a dei professionisti,  costringendo questi ultimi a fare delle valutazioni diverse da quelle che, liberi da tali vincoli, avrebbero potuto fare.  

Al primo cittadino sarà sfuggito il fatto che egli è solo il rappresentante del socio unico dell’Amet, non il socio. Questa sottile (mica tanto) differenza sta nel fatto che ogni decisione in merito alla partecipata Amet, deve essere discussa in consiglio comunale e che eventuali indicazioni in merito, possono e devono essere determinate in tale assise cittadina, condivise con la sua maggioranza e discusse con l’opposizione (principi elementari di democrazia).

D’altronde la storica azienda è patrimonio di tutta la città che è rappresentata proprio dai consiglieri comunali eletti dal popolo.  Decidere cosa farne dell’Amet è una scelta che va in larga scala condivisa e non può essere decisione di un singolo.

Le indicazioni date dal sindaco alla E&Y, soprattutto in tema di dismissioni del servizio parcheggi (stiamo aspettando ancora i parcometri, tanto promessi e mai arrivati) e del servizio darsena comunale (nodo fondamentale per il turismo cittadino) cozzano con una visione di “centralità strategica” di tali servizi all’interno  dell’economia cittadina e in chiave casse comunali. Sicuramente vanno rivisti i rapporti tra Comune e Amet, ma con l’affidamento ad un privato di tali servizi, non si corre il rischio di trasformare tale visione in un mero business se affidato a chi ragiona solo con la logica dell’imprenditore ?

Chi amministra la cosa pubblica deve avere una visione completa della città, deve garantire che i servizi siano efficienti, dev’essere da stimolo al turismo, alla cultura, all’economia, non può guardare solo ai numeri. Deve sforzarsi e fare sacrifici per rimettere in moto il meccanismo economico, troppo comodo dismettere  “i rami d’azienda”.

Ci chiediamo a questo punto, quando il piano industriale sarà adottato a chi l’assunzione  della responsabilità delle scelte fatte?

Gino Simone – Segretario Fratelli d’Italia An Trani

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