La città ha chiuso il 2016 con una percentuale della raccolta differenziata pari al 20,19% (20,56% nel 2015), un risultato poco confortante in prospettiva dell'estensione del servizio a tutta il centro abitato.
La soglia del 65% resta lontanissima, così come l'attivazione del nuovo porta a porta, secondo quanto siglato in un ormai sempre più lontano 13 ottobre 2015, data del protocollo di intesa tra amministrazione comunale e Conai.
Nell'attesa della definizione di questo procedimento i numeri sono più che significativi. Infatti, dopo che l'ultima rilevazione, ad ottobre, aveva fatto segnare un ulteriore progresso della percentuale fino al 22,17%, ed a novembre vi era stato un altro piccolo incremento al 22,92%, a dicembre il dato della differenziata è nuovamente sceso di due punti percentuali e mezzo, al 20,44%. Di conseguenza, è tornata ad aumentare la produzione procapite di rifiuti, pari a 43,77 chilogrammi al mese, ed il totale dell'indifferenziata è tornato a salire a 1.863.900 chilogrammi a dicembre, dopo essere sceso a 1.734.000 a novembre. I chilogrammi di raccolta differenziata, che a novembre erano saliti a 515.650, a dicembre sono nuovamente calati a 478.903.
In ogni caso, tornando al dato complessivo dell'anno appena trascorso, nel 2016 Trani ha prodotto oltre 28.620.228 chilogrammi di rifiuti solidi urbani, di cui 22.842.190 indifferenziati e 5.778.038 differenziati. Ogni cittadino produce, in media, 44,56 chilogrammi di rifiuti. L'indifferenziato, per la cronaca, continua ad essere inviato alla discarica di Passo Breccioso, in provincia di Foggia, di proprietà di Amiu Puglia spa, alla luce della ben nota chiusura della discarica di Trani, di proprietà comunale e gestita da Amiu, chiusa dal 4 settembre 2014. In questo ultimo dato, oltre i rifiuti, lievitano notevolmente anche le spese.


