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Discarica, Trani a capo: «Non c'è alcuna trasparenza da parte di sindaco e assessore»

Sulla questione della discarica il sindaco di Trani e l’assessore all’ambiente stanno di recente affermando che è tutto fatto secondo legge, nella piena legalità e trasparenza. Siamo proprio sicuri? L’assessore, quando non era assessore, affermava a gran voce: «giù le mani dai soldi del post esercizio» (convinto diceva: «non è che qualcuno pensa di poter appropriarsi o utilizzare impropriamente il “tesoretto”, ammontante a svariati milioni di euro, che l’Amiu ha in cassa e destinato alla bonifica del sito ed alla sua gestione al momento della chiusura della stessa?») cfr: Il Giornale di Trani – 22/7/2015.

Oggi, dopo la nomina ad assessore, l’atteggiamento è profondamente cambiato e quel fondo è stato reso disponibile, seppur in difetto dei presupposti di legge.

Il fondo post gestione poteva essere utilizzato solo all’esito del compimento delle operazioni che prevede la norma. E la norma di riferimento è la legge, D.Lgs. 36/2003 art. 12 comma 3, che prevede che la discarica, o una parte della stessa, è considerata definitivamente chiusa solo dopo che l'ente territoriale competente al rilascio dell'autorizzazione (Regione Puglia), di cui all'articolo 10, ha eseguito un'ispezione finale sul sito, ha valutato tutte le relazioni presentate dal gestore (Amiu Spa) ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera l), e comunicato a quest'ultimo l'approvazione della chiusura.

È stato fatto tutto quello che la legge prevede? No.

Ad oggi, e nonostante il tempo trascorso, nulla di tutto ciò che prevede la legge è stato fatto. Quindi di quale legalità parlano? Di sicuro pensano che la gente non conosca le leggi e dunque si può dire tutto e il contrario di tutto tanto, chi controlla? Noi, noi, controlliamo.

E che cosa ha fatto il Comune fino ad oggi? Solo l’emungimento del percolato.
Operazione questa che, com’è ormai noto a tutti, ha costi mensili esorbitanti.
Più tempo passa più il costo dell’operazione lievita ad esclusivo vantaggio economico di un solo soggetto: “l’appaltatore”.

Un impianto costruito ad hoc sarebbe costato molto meno: ognuno faccia le proprie valutazioni. Anzi hanno fatto anche altro: hanno affidato consulenze costosissime, mai ad un tranese manco a dirlo, totalmente inutili tranne che per i professionisti lautamente pagati.

Sindaco ed assessore, che affermano di agire nella piena trasparenza, non solo non rispondono alle interrogazioni del Movimento TraniA#Capo ma non rispondono neppure al Ministero dell’ambiente e del territorio.

Il Ministero ha sollecitato al Comune una relazione con note del 29/2/2016 Prot. 3050 e del 24/10/2016 Prot. 10335 senza ricevere risposta. Alle richieste del Ministero ha, invece, risposto la Regione ma solo per rimarcare che vi è stato un tavolo tecnico il 20/7/2016 e che ad oggi il Comune di Trani non ha provveduto a completare gli interventi per la copertura provvisoria del lotto III, nonché le attività previste dal D.Lgs. 36/2003 per la chiusura definitiva dei lotti I e II.

L’ultima nota del Ministero è datata 6/2/2017 ed è indirizzata a Comune di Trani–Ufficio Ambiente, Arpa Puglia, Ispra–Centro Nazionale crisi e emergenze ambientali e danno, Direzione Generale per i rifiuti e l’inquinamento, e, per conoscenza alla Regione Puglia, alla Prefettura Bat, all’Ufficio di Gabinetto, e a noi.

Staremo a vedere se risponderanno a questo terzo invito del Ministero. O forse sono già troppo impegnati su altri fronti (vedasi discarica di Andria). Comunque è vero quello che l’assessore Di Gregorio ha di recente affermato in una trasmissione televisiva: «nessuno mai ha fatto quello che stiamo facendo noi». I documenti richiamati sono in possesso del Movimento TraniA#Capo e a completa disposizione di chiunque, in nome della vera trasparenza.

Maria Grazia Cinquepalmi - consigliere comunale Trani a capo


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