Se a Trani fosse stato già deciso di rendere operativa la “Fondazione Trani” (da attivare quanto prima), la prima iniziativa di spessore culturale (oltre che politico, istituzionale, economico, giuridico, sociale, religioso, sportivo, eccetera) dovrebbe essere quella di attivare i Colloqui euro-mediterranei (dialoghi), cioè incontri bilaterali ed oltre per essere protagonisti del cambiamento possibile in corso.
Infatti, a Roma, oltre 600 partecipanti dei 28 paesi del Mediterraneo hanno confermato che la "nostra" area sarà un potenziale di sviluppo. Grazie all'energia, l'area del Mediterraneo sarà un hub energetico e, pertanto, ripartiranno scambi commerciali e nuove attività.
Bisogna, ovviamente, credere nelle potenzialità del bacino del Mediterraneo e, conseguentemente, investire. L'area mediterranea, comunque, continua ad attrarre capitali esteri. Ed ovviamente aumentano i progetti e gli investimenti innovativi, soprattutto quelli legati all'industria 4.0.
Nella due giorni romane 124 business leader di 24 paesi ha evidenziato che un terzo degli intervistati prevede di investire nell'area del Mediterraneo nei prossimi tre anni. Sono state individuati anche sei gruppi di intervento per aumentare l'interattività: stabilità e sicurezza; digitalizzazione; infrastrutture e logistica; efficienza energetica; finanziamenti per la crescita; sviluppo di talenti e delle competenze.
Tutti sono convinti che l'Italia sia un hub naturale nell'area euro-mediterranea. Ci sono già stati i primi accordi tra Italia e Tunisia per oltre 160 milioni di euro. I settori toccati sono l'agricoltura, ambiente e nuove tecnologie.
Spero che oltre alle urgenti priorità quotidiane si intenda, nella nostra città, unire le forze sane già presenti, per attivare processi e leve di crescita, nel duplice obiettivo di offrire speranza e futuro ed evitare che tutti i nostri giovani e figli vadano all'estero. Alcuni per scelta, altri obbligati dagli adulti incapaci di essere utili servitori della comunità tranese e delle future generazioni. Ed ovviamente la prima grande responsabilità è della classe politica attuale (maggioranza ed opposizione insieme) e della classe imprenditoriale.
Si saluta auspicando il rilancio del territorio che non viene dal cielo o dalle parole ma da fatti concreti ed azioni compiute da persone di buona volontà.
Mauro Spallucci – fondatore Omi (Organismo a movente ideale) Trani
