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Passaggio a livello, insorge Trani a capo: «Un sottovia pedonale nell'area Lapietra ghettizzerebbe il quartiere»

Un sottopasso pedonale per collegare via Verdi all’area Lapietra. È questa la soluzione che sarebbe stata individuata nell’ultimo incontro tra l’amministrazione comunale ed Rfi, la società che si occupa delle infrastrutture ferroviarie. Una soluzione che non risolve assolutamente il problema del passaggio a livello e che, anzi, ghettizzerà ancor più il quartiere Stadio. Ho scritto al sindaco Bottaro e all’assessore Capone per portare la questione in Consiglio comunale.

Non può essere l’amministrazione a prendere una decisione del genere, che inciderà pesantemente sul futuro del quartiere, ma anche dell’intera città, visto che parliamo di uno snodo centrale per la viabilità cittadina. La gente del quartiere si è già espressa chiaramente alcuni anni fa, attraverso un questionario: la stragrande maggioranza chiede un sottopasso veicolare, anche ad una sola corsia, soluzione tecnicamente fattibile, anche alla luce delle intese raggiunte con la Soprintendenza, che ha accorciato il vincolo sul muro di cinta di Villa Bini. Una sola corsia, in entrata o in uscita, non isolerebbe del tutto il quartiere, e consentirebbe anche la realizzazione di una corsia pedonale, praticabile anche da persone con disabilità. E resterebbe all’altezza del passaggio a livello, facendo mantenere al quartiere l’unico vero vantaggio, ossia di essere a ridosso del centro della città. Un sottopasso pedonale tra via Verdi e l’area Lapietra allontanerebbe il quartiere dal centro anche per i pedoni.

Le motivazioni della soluzione su cui l’amministrazione avrebbe raggiunto un’intesa con Rfi sarebbe prettamente economiche, ma le cifre non sono quelle che dicono loro. L’assessore Capone, in Consiglio comunale, ha parlato di tre milioni, più un milione per Rfi. Intanto c’è da precisare che quel milione il Comune di Trani dovrà comunque darlo, a prescindere dal sottopassaggio del quartiere Stadio, perché è un contributo frutto di una convenzione che riguarda i lavori fatti al sottopassaggio di via Giuliani e per l’allargamento del ponte di via Pozzo Piano: con il quartiere Stadio non c’entra nulla. Sui tre milioni, invece, ci piacerebbe sapere da dove vieni fuori questo dato, anche perché non si comprende quali siano le opere impreviste e chi le abbia quantificate.

L’unico dato certo è che il Comune di Trani ha contratto un mutuo da un milione e mezzo, che i cittadini stanno pagando, per i lavori di spostamento dei sottoservizi, propedeutici alla realizzazione del sottopasso carrabile all’altezza di via De Robertis. Il fatto che possano non bastare (ma vorremmo sapere chi lo ha stabilito e su che basi) non è una motivazione valida per cambiare il senso di quell’opera e optare per una soluzione che potrebbe incidere pesantemente e negativamente sulla vita del quartiere, non soltanto su chi ci vive, ma anche su chi ci lavora, come i commercianti della zona, un presidio di servizi, ma anche di sicurezza che va salvaguardato.

Non è certamente una vicenda di facile soluzione, ma quello che chiediamo è che non vengano prese decisioni affrettate e, soprattutto, non condivise con l’intero Consiglio comunale e, soprattutto, con chi vive e lavora nel quartiere.

Antonio Procacci – Portavoce del Movimento “Trani a capo”

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