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Calcio, personaggi, aneddoti e buona cucina: Trani, il ristorante Caruso compie mezzo secolo

È uno dei locali della ristorazione più longevi non soltanto a Trani, ma in tutto il territorio. Il ristorante «da Caruso» compie cinquant'anni, con il merito di avere avuto sempre alla guida, dal primo giorno ad oggi, l'ormai mitico Umberto Caruso, 79 anni il prossimo mese di aprile.

La licenza ufficiale arrivò dal questore di Bari a maggio 1967, ma l'attività era già avviata nella storica sede di corso Vittorio Emanuele, che Caruso conduceva in locazione occupando nel miglior modo possibile gli appena 90 metri quadrati di quel locale.

Dal 10 agosto 2007 il ristoratore si è trasferito nella nuova sede sul lungomare Cristoforo Colombo in cui ha a disposizione, complessivamente, 400 metri quadrati per i quali non nasconde che è ancora in corso il pagamento del relativo mutuo.

La storia del ristorante di corso Vittorio Emanuele era già partita nel 1957, con un altro gestore. Dieci anni dopo arriva Umberto Caruso a rilevarlo, insieme con un cuoco ed un direttore di sala, Antonio Gentile, che poi sarebbe diventato a sua volta il non meno famoso titolare del ristorante La giara, in piazza XX Settembre.

Progressivamente Caruso arrivò ad avere cinque persone a lavorare con sé, ma per fare quadrare i conti e pagarle, a sua volta faceva l'extra in altre attività della ristorazione della zona. Durante di quei servizi conobbe la persona del mondo dello spettacolo che più l'avrebbe emozionato, Mina, a Barletta, presso il Brigantino: le chiese e ne ottenne un autografo, che conserva gelosamente.

Il giorno in cui apparve l'insegna «da Caruso» fu la svolta. Umberto riusciva quasi quotidianamente, a pranzo e cena, ad avere 60 persone nel locale da servire contemporaneamente. Tanti i rappresentanti e numerosi i volti noti della città che si servivano da lui, a cominciare dallo storico farmacista Nicola Ruggeri, oltre i tanti tranesi di Milano che non mancavano, tornando a Trani, di recarsi da lui: frutti di mare crudi, risotto ai frutti di mare e pesce le specialità della casa, che ancora oggi i clienti richiedono e non cambierebbero con​ nulla​.

Anche perché la scelta dei prodotti da servire continua a farla lo stesso Umberto, tutti i giorni, recandosi personalmente al porto e selezionando con cura il pesce. I frutti di mare, invece, sono ad un passo dal ristorante, presso la sciala Torelli, ed anche lì scelta e qualità sono assicurate.

Infiniti gli aneddoti e storie che il ristorante Caruso ha scritto e vissuto, soprattutto nei quarant'anni di permanenza al corso. Il Trani maschile cominciò a servirsi da lui nel 1968, nella fase calante dagli anni d'oro della serie B, ma proprio in quel periodo iniziò la risalita dalla serie D. Il Trani fu cliente del ristorante per almeno sette anni, pur non mancando di lasciare qualche debito di troppo: Caruso ci mise una pietra sopra nel nome della sua infinita passione calcistica.

Da lì a poco, la staffetta con la mitica Trani '80 femminile, che si servì da lui per l'intero corso della sua epopea sportiva. Caruso, però, non si limitò soltanto a servire le ragazze a tavola, ma addirittura ne ospitò alcune a casa, avendone la possibilità e per aiutare società ed atlete.

Nonostante non abbia mai nascosto di avere un debole per le donne, Umberto fu molto riservato con le atlete riconoscendone la professionalità, «anche se - rivela - mi trovai in gran difficoltà quando una di loro, tra l'altro una delle più belle, usci nuda dalla doccia non accorgendosi della mia presenza. Ci scambiammo un sorriso e finì lì».

Anne O'Brien fu la più grande amica di Umberto, che ha sofferto molto alla recente notizia della sua morte. Ed il legame con il calcio femminile sarebbe stato così forte che, il giovedì, la Trani '80 molto spesso disputava un'amichevole con la squadra del ristorante «da Caruso», battendolo quasi​ sistematicamente.

Numerosissimi gli ospiti che si sono avvicendati durante tutto questo tempo: personaggi famosi che vanno dai Pooh a Valeria Marini, da Carlo Dapporto a Sergio Oppini, da Anna Mazzamauro a Giancarlo Fisichella. Ma l'ospite cui si lega il ricordo più bello è Marco Balestri, iniziale autore e conduttore di Scherzi a parte: la burla gliela fece proprio Umberto, presentandogli un conto astronomico di 600mila lire che fece realmente spaventare l'illustre personaggio televisivo. Da lì a poco, la verità: «Balestri, sei su Scherzi a parte», e la risata collettiva.

Quando il ristorante era nella vecchia sede, Caruso si poteva permettere il lusso di chiuderlo per ferie durante le feste di Natale e ne approfittava per viaggiare in tutto il mondo: Africa America, Indonesia, Russia, Danimarca, dal 1980 al 2007. Ogni Natale era un viaggio. Poi, con l'apertura della nuova sede, sarebbero cambiate le esigenze.

Oggi Umberto Caruso ha due dipendenti, più un extra, più il figlio Umbertino e la moglie Dora. «Quale consiglio posso dare ai giovani? Non improvvisare mai - risponde -, ma vivere questa professione davvero con passione. A Trani vedo tanti locali, ma non credo che tutti i loro gestori prendano davvero sul serio questo lavoro, ed il fatto che aprano e chiudano così velocemente mi dà ragione».

E quando gli si chiede come commenti la tendenza sempre crescente verso un tipo di cucina gourmet, accresciuta dalle tante trasmissioni televisive dedicate al settore della ristorazione, Umberto sorride e si stringe nelle spalle: «A me piace la cucina tradizionale, semplice e abbondante. I miei clienti, se un giorno si sedessero e trovassero quei tipi di piatti, probabilmente si alzerebbero e andrebbero via senza neanche salutare».

La bella chiacchierata finisce con il taglio della torta di compleanno e le foto ricordo. Un gruppo di clienti, provenienti da Ascoli Satriano, reclamano Umberto e Dora per una foto anche al loro tavolo: «Siamo orgogliosi di essere qui da voi, tanti auguri», dicono loro gli ospiti.

Caruso evoca soprattutto il nome di uno dei più grandi tenori della storia della musica: a Trani è un acuto che ancora regge perfettamente, dopo mezzo secolo anni di musica in cucina.


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