Ci sarebbe un alibi poco credibile alla base del fermo di Alessandro Corda e Albi Duda, individuati come responsabili, dopo Giulio Vitolano, dell'omicidio di Antonio Mastrodonato, avvenuto lo scorso 12 febbraio. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura antimafia di Bari, che ha ritenuto contradditorio l'interrogatorio dell'albanese.
Duda ha raccontato che quella domenica, tra le 16 e le 16.10, in piazza Gradenigo, aveva incontrato un connazionale che gli aveva chiesto un passaggio in via Germania, angolo via Portogallo, dove giunsero intorno alle 16.45, a pochi minuti dall'omicidio di Mastrodonato.
Il racconto prosegue riferendo di un trasferimento a Bisceglie, dove sarebbe giunto dieci minuti più tardi: proprio in quei frangenti veniva ucciso Mastrodonato, e l'alibi varrebbe anche per Corda che, secondo quanto riferito dall'albanese, era già a Bisceglie.
I due comprarono delle sigarette e tornarono a Trani, dove Corda avrebbe avuto un appuntamento con suo legale alle 17.20. Una telefonata lo informava dell'avvenuto omicidio di Mastrodonato.
Il racconto dell'albanese non avrebbe convinto i magistrati e, nelle prossime ore, sono previsti l'udienza di convalida e l'interrogatorio di garanzia.
(fonte, la Gazzetta del Mezzogiorno)

