Crediamo che i veri fautori del cambiamento siano i più piccoli, per questo abbiamo voluto intervistare bambini e ragazzi presenti stamattina alla “Marcia contro la criminalità”, per chiedere cosa sia per loro la legalità e quando, invece, abbiano assistito a degli episodi “criminali”.
I bambini di una scuola elementare ci hanno detto di avere maggiormente paura della sparatorie, ma cinque di loro, in una classe di trenta, hanno subito furti in casa. Una bambina ci ha raccontato che dei ladri, approfittando della assenza di sua nonna, hanno rubato nella sua casa, mentre lei si recava a messa. Una bambina della Petronelli ci dice che «sarebbe bello migliorare, perché la legalità è bella».
Insieme, poi, tutti i bambini della scuola hanno cantato in coro “Noi ci siamo”.
I ragazzi di una scuola media con questa marcia chiedono «maggiore legalità e maggiore sicurezza», anche alla luce dei furti avvenuti nelle scuole. In una scuola materna, hanno rubato persino dei colori e dei tablet utilizzati dai bambini disabili.
Stamattina in marcia ci sono anche gli scout. Così Leo Amoruso, capo scout: «La nostra volontà è quella di ribadire la legalità. Dobbiamo vivere ed essere legalità, e con questa marcia vogliamo stimolare tutta la cittadinanza. Il nostro movimento è in favore della legalità, già a partire dalla raccolta fondi, che noi chiamiamo “cassa di vetro”, cioè assoluta trasparenza».
Così il Procuratore Pasquale Drago, parlando proprio dei reati contro il patrimonio: «Le forze dell’ordine fanno quello che possono in relazione alla microcriminalità, che però assume dei connotati speciali che non possono essere fermati solo con la repressione». Abbiamo fatto notare a Drago come alla marcia fossero presenti dei ragazzi immigrati che hanno evidenziato una certa ostilità da parte di una minoranza di tranesi: «Loro provengono da dei Paesi dove la legalità bisogna veramente conquistarsela con le unghie e con i denti, più di noi sanno che significa il dovere del cittadino di difendere il proprio territorio».
Drago ribadisce con fermezza che la Trani di oggi non è quella degli anni ’80, e la elevata partecipazione alla marcia di stamattina ne è la dimostrazione.







